In un contesto sociale sempre più attento alle esigenze delle persone anziane, la Regione Molise sta valutando una proposta di legge che potrebbe rivoluzionare il panorama dell’educazione permanente e della socialità per gli over 60. La proposta di legge regionale n. 100, presentata dal consigliere Fabio Cofelice, mira a riconoscere e valorizzare le Libere Università della Terza Età e del Tempo Libero operanti nel territorio molisano.
Queste istituzioni, già attive sul territorio, rappresentano un punto di riferimento per la formazione continua, la cultura e la partecipazione sociale. La proposta di legge intende colmare un vuoto normativo, introducendo una disciplina organica che riconosca il valore delle associazioni, fondazioni ed enti del Terzo settore senza scopo di lucro che promuovono l’apprendimento permanente, la socialità e la cittadinanza attiva.
Il ruolo delle Libere Università della Terza Età
Le Libere Università della Terza Età non sono semplicemente luoghi di formazione, ma veri e propri presìdi di cultura e socialità. Secondo il consigliere Fabio Cofelice, queste realtà sono fondamentali per mantenere vive le relazioni, contrastare l’isolamento e offrire alle persone la possibilità di continuare ad apprendere e confrontarsi lungo tutto l’arco della vita.
In una regione come il Molise, che deve fare i conti con l’invecchiamento della popolazione e lo spopolamento delle aree interne, queste istituzioni svolgono una funzione ancora più importante. Sono luoghi nei quali le persone si incontrano, condividono conoscenze ed esperienze e mantengono vivo il senso di appartenenza alla comunità.
Le novità introdotte dalla proposta di legge
Uno degli elementi centrali della proposta è l’istituzione, presso la Giunta regionale, di un Registro ufficiale delle Libere Università della Terza Età e del Tempo Libero. L’iscrizione rappresenterebbe il requisito per ottenere il riconoscimento formale da parte della Regione Molise.
Gli enti riconosciuti potranno stipulare convenzioni con università, Comuni e altri enti locali, scuole, aziende sanitarie, biblioteche, musei e realtà del Terzo settore, rafforzando così la rete delle collaborazioni sul territorio. Prevista anche la partecipazione alla Consulta regionale per l’invecchiamento.
La Giornata regionale delle Libere Università della Terza Età
La proposta introduce inoltre una Giornata regionale dedicata alle Libere Università della Terza Età e del Tempo Libero, da celebrare ogni anno con l’obiettivo di promuovere la formazione continua come strumento di crescita personale, partecipazione e cittadinanza attiva.
«La finalità principale – evidenzia Cofelice nella relazione illustrativa – risiede nel colmare l’attuale vuoto normativo», riconoscendo il ruolo che queste istituzioni possono svolgere nell’educazione permanente e nella promozione dell’invecchiamento attivo.
Il percorso legislativo
Ora la proposta dovrà seguire il normale iter legislativo. Il presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante dovrà assegnare il testo alla commissione permanente competente. Terminata l’istruttoria e acquisito il parere della commissione, il provvedimento arriverà in Aula per l’esame e la successiva approvazione.
Il confronto con le Università della Terza Età sarà fondamentale – conclude Cofelice – perché nessuna norma può essere realmente efficace se non nasce anche dall’ascolto di chi vive quotidianamente queste esperienze. Vogliamo costruire un provvedimento condiviso, capace di valorizzare ciò che già funziona e di offrire nuove opportunità. È una proposta che parla di cultura e di formazione, ma soprattutto parla di persone, di relazioni e del futuro delle nostre comunità.



