Mentre molti italiani si preparano a partire per le vacanze estive, quasi 40 milioni di persone resteranno a casa ad agosto 2026. Questo fenomeno, definito l’Italia dei Rimasti rappresenta una parte significativa della popolazione che contribuisce in modo sostanziale all’economia locale.
Secondo le proiezioni del Centro Studi Conflavoro, su una popolazione di 58,9 milioni di residenti, solo 19 milioni trascorreranno un periodo di vacanza fuori casa. Questo significa che due su tre italiani resteranno a casa, generando un’indotto economico di oltre 11 miliardi di euro in un solo mese.
Chi sono i Rimasti e perché restano
I Rimasti non sono solo coloro che non possono permettersi una vacanza. Le ragioni per cui scelgono di restare a casa sono molteplici: necessità economiche, cura di familiari, motivi di salute o semplicemente la scelta di posticipare le ferie ad altri periodi dell’anno.
Oltre il 30% delle famiglie italiane non può permettersi una settimana di vacanza lontano da casa, una percentuale che sale al 33,2% per le famiglie con un figlio minore e al 53,3% per quelle con tre o più figli. Questi dati evidenziano come la scelta di restare a casa sia spesso dettata da vincoli economici.
L’impatto economico dei Rimasti
La spesa alimentare delle famiglie dei Rimasti è stimata in 9,3 miliardi di euro, distribuita tra negozi, mercati rionali e supermercati di prossimità. A questa si aggiungono 1,4 miliardi di euro spesi in bar, pizzerie, gelaterie e trattorie di quartiere, e 0,9 miliardi per arene estive, piscine, sagre e altre attività di tempo libero.
Nel Mezzogiorno, dove la quota di spesa destinata agli alimentari è la più alta d’Italia, il 25,4% contro il 17,4% del Nord-est, l’impatto economico dei Rimasti è particolarmente significativo. Qui, in un trimestre medio, viaggia solo il 7,8% dei residenti contro il 24,1% del Nord.
Il Frigo di Ferragosto: una tradizione che unisce
La tavolata tipo del 15 agosto per otto persone, con antipasto di salumi e mozzarelle, pasta al forno, grigliata mista, contorni, anguria, dolce, vino, birra e caffè, costa circa 170 euro, ovvero 21 euro a persona. Questo pranzo rappresenta una tradizione che unisce le famiglie e sostiene l’economia locale.
“Il vero influencer dell’estate non è sotto un ombrellone ai Caraibi, è il gelataio sotto casa, il panettiere che accende il forno all’alba di Ferragosto, il barista che ti fa il caffè quando la città sembra vuota”, afferma Roberto Capobianco, Presidente Nazionale di Conflavoro PMI.
Dietro ogni serranda alzata c’è un piccolo imprenditore che rinuncia alla propria vacanza per custodire quella degli altri, con i suoi lavoratori. Restare non è una rinuncia, è un altro modo di far girare l’Italia: vicinato, comunità e lavoro.



