Il fenomeno del gioco d’azzardo tra gli anziani ha assunto toni preoccupanti in alto adige, come segnalato dai sindacati dei pensionati della CGIL/AGB. Molti ultrasessantacinquenni finiscono per destinare buona parte della propria pensione a lotterie istantanee, slot machine e piattaforme digitali, a volte intaccando anche i risparmi accumulati in una vita di lavoro. Questa tendenza non è limitata a una singola provincia: si inserisce in un quadro nazionale che mostra numeri elevati e costi sociali significativi.
Dietro l’aumento dei casi emergono fattori diversi: solitudine, riduzione dei legami sociali dopo il pensionamento, aspettative economiche deluse e la facilità d’accesso al gioco online. A livello nazionale la spesa per il gioco d’azzardo ha raggiunto cifre rilevanti nel 2026, mentre in Alto Adige i ricavi da lotto e lotterie superano la soglia dei milioni all’anno; i sindacati riportano migliaia di persone coinvolte, tra dipendenti e giocatori a rischio. Il quadro evidenzia come, per alcuni esperti, la speranza della vincita sia spesso una risposta a fragilità reali.
Perché gli anziani sono particolarmente esposti
La vulnerabilità degli over 65 al gioco d’azzardo è legata a elementi economici e emotivi: pensioni ridotte, perdita di ruoli quotidiani e maggiore isolamento possono trasformare un passatempo in un problema. La ludopatia, definita come una perdita di controllo nell’attività di gioco che genera danni personali e sociali, trova terreno fertile quando mancano alternative di relazione e di stimolo. Inoltre, il tempo libero accentuato dopo il pensionamento può spingere alcune persone a cercare emozioni o scopi che il gioco promette di offrire, seppure illusoriamente.
Fattori emotivi e sociali
Molti anziani descrivono il gioco come un modo per riempire giornate vuote o per provare un brivido che viene meno nelle routine quotidiane. La solitudine e la diminuzione delle attività sociali agiscono come moltiplicatori: una persona isolata può rivolgersi al gioco per sentirsi parte di qualcosa o per allontanare il senso di vuoto. Spesso la transizione dal passatempo al comportamento compulsivo è graduale: piccole puntate, poi una maggior frequenza e, infine, il tentativo di recuperare le perdite con puntate più alte, che alimenta un circolo vizioso.
Accesso facilitato e ruolo del digitale
La trasformazione digitale ha reso il gioco d’azzardo facilmente accessibile: bastano pochi clic per partecipare a lotterie o giocare alle slot online, senza uscire di casa. Questo abbassa la soglia di controllo e favorisce la continuità del comportamento. Per gli anziani, l’accesso remoto può essere seducente perché elimina barriere logistiche, ma allo stesso tempo aumenta il rischio di perdite rapide e di isolamento ulteriore. Per questi motivi, gli esperti sollevano la necessità di misure di tutela specifiche per la fascia over 65.
Segnali di allarme e impatti concreti
Riconoscere i segnali precoci può evitare danni gravi: un aumento progressivo delle somme giocate, irritabilità quando non è possibile giocare, menzogne sulle spese, difficoltà economiche improvvise e allontanamento da familiari sono campanelli d’allarme. Le conseguenze non sono solo finanziarie: indebitamento, crisi familiari, problemi di salute mentale come depressione e, in alcuni casi, un aumento di comportamenti illegali per reperire denaro. Per una persona anziana, le perdite possono essere irreversibili, perché difficilmente esistono tempi lunghi per recuperare la stabilità economica perduta.
Prevenzione, interventi e responsabilità collettiva
Le risposte richieste sono sia di policy pubblica sia di prossimità: campagne informative mirate agli over 65, controlli più efficaci sul gioco online, limiti pubblicitari e servizi di supporto psicologico dedicati sono soluzioni frequentemente proposte. Secondo rappresentanti sindacali come Alfred Ebner, occorre anche una lettura economica: il gioco spesso redistribuisce ricchezza verso grandi operatori, mentre i costi sociali ricadono su sanità e servizi sociali. Interventi coordinati tra istituzioni, associazioni e famiglie possono attenuare l’impatto, ma serve una volontà politica chiara e misure concrete.
Ruolo della famiglia e delle associazioni
La famiglia è spesso la prima a notare cambiamenti: figli e parenti possono intervenire segnalando spese anomale o offrendo supporto emotivo e pratico. Le associazioni locali e gli operatori sociali svolgono un ruolo cruciale nell’orientare le persone verso servizi di consulenza e trattamento. L’insieme di vigilanza familiare, interventi di comunità e politiche di regolazione può creare una rete di protezione efficace per chi rischia di perdere risparmi e serenità nell’età avanzata.
Contrastare la diffusione della ludopatia tra gli anziani richiede attenzione ai segnali, misure preventive mirate e un impegno congiunto di istituzioni, associazioni e famiglie. Senza un approccio coordinato e politiche che mettano al centro la tutela degli over 65, il fenomeno rischia di produrre danni economici e sociali profondi, privando molte persone della tranquillità che dovrebbe caratterizzare la terza età.

