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18 Agosto 2026

Azzardo in Italia: le iniziative per contrastare il fenomeno e proteggere le famiglie

In Italia si intensifica la lotta contro il gioco d'azzardo con una raccolta firme per l'abolizione e nuove regole per la pubblicità

Azzardo in Italia: le iniziative per contrastare il fenomeno e proteggere le famiglie

Il gioco d’azzardo rappresenta una delle sfide più complesse per la società italiana. Negli ultimi anni, la sua diffusione ha raggiunto livelli preoccupanti, con conseguenze devastanti per le famiglie e la salute pubblica. Di fronte a questa emergenza, diverse associazioni e istituzioni stanno cercando di intervenire con iniziative concrete.

Tra queste, spiccano le associazioni Agita, And e Gruppo Logos, che hanno lanciato una raccolta firme nazionale per chiedere l’abolizione del gioco d’azzardo in tutte le sue forme. L’iniziativa nasce dall’esperienza diretta di ex giocatori e delle loro famiglie, che hanno vissuto in prima persona le conseguenze dell’azzardo: indebitamento, perdita del lavoro, conflitti familiari e sofferenza psicologica.

La raccolta firme per l’abolizione del gioco d’azzardo

Le tre associazioni sottolineano come l’offerta di gioco d’azzardo sia cresciuta costantemente negli ultimi anni, diventando sempre più presente nella quotidianità degli italiani. Secondo le proiezioni, nel 2026 la raccolta complessiva del gioco d’azzardo in Italia supererà i 180 miliardi di euro, una cifra che dovrebbe far riflettere chiunque.

“Questa espansione non è stata casuale, ma il risultato di una lunga successione di scelte legislative e politiche”, affermano i promotori. Dal 1994, l’Italia ha assistito a un progressivo ampliamento dell’offerta di gioco d’azzardo, attraverso l’introduzione di una moltitudine di giochi che hanno reso l’azzardo una presenza sempre più capillare e pervasiva nella vita quotidiana dei cittadini.

Le associazioni ritengono che non sia più possibile temporeggiare o cercare compromessi. “Noi famiglie, testimoni diretti del dramma dell’azzardo, chiediamo una scelta chiara: avviare un percorso che conduca all’abolizione di tutte le forme di gioco d’azzardo nel nostro Paese, per tutelare la salute pubblica, le famiglie e il bene comune”, dichiarano.

Le nuove linee guida dell’Agcom

Nel frattempo, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha reso noto l’Atto integrativo delle linee guida per le campagne di comunicazione contro i disturbi da gioco d’azzardo. La delibera numero 200 del 2026 introduce alcune modifiche importanti, come il divieto di utilizzare testimonial e influencer e i forti limiti posti all’inserimento di loghi, QR code, quote e bonus promozionali negli spot.

Maurizio Fiasco, past president dell’Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio (Alea), esprime una valutazione complessivamente critica delle nuove linee guida. “La disciplina prospettata continua a concentrare la prevenzione soprattutto sul comportamento individuale del giocatore, lasciando sullo sfondo la responsabilità dei concessionari e i danni prodotti alle famiglie”, afferma Fiasco.

Secondo Fiasco, la prevenzione non può limitarsi a chiedere al giocatore di controllarsi. “Deve intervenire sulle responsabilità di chi il gioco lo produce, lo promuove, lo rende disponibile e trae ricavi da esso”, sottolinea.

I numeri del gioco d’azzardo in Italia

Secondo la prima Relazione sul settore dei giochi pubblici, nel 2026 la raccolta totale del gioco d’azzardo in Italia è stata di 165,3 miliardi di euro, in crescita del 5% rispetto al 2026. Questi numeri rappresentano una realtà preoccupante, con circa cinque milioni di abitudinari, all’interno dei quali si annidano circa un milione e mezzo di giocatori problematici.

“Un giocatore abitudinario in media perde 2000-2.500 euro in un anno, che non è poco: sono circa 200 euro al mese”, spiega Fiasco. Questi dati evidenziano la necessità di intervenire con misure concrete per contrastare il fenomeno.

La posizione della Consulta Nazionale Antiusura

Luciano Gualzetti, presidente della Consulta Nazionale Antiusura “San Giovanni Paolo II”, accoglie con favore le nuove linee guida dell’Agcom. “Il divieto di utilizzare testimonial e influencer, unito ai forti limiti posti all’inserimento di loghi, QR code, quote e bonus promozionali negli spot, rappresenta un argine necessario e importante contro l’esposizione continua dei cittadini, in particolare dei più giovani, alle lusinghe dell’azzardo”, afferma Gualzetti.

Tuttavia, Gualzetti sottolinea che la vera sfida sarà l’applicazione rigorosa di queste norme e il monitoraggio costante contro ogni tentativo di aggiramento, specialmente nei canali digitali e nei portali di comparazione. “La Consulta continuerà a lavorare perché ogni comunicazione sul gioco sia sobria, chiara, non ambigua, e perché le istituzioni assumano pienamente la responsabilità di proteggere i cittadini più fragili”, conclude.

Autore

Luca Bellini

Luca Bellini proviene dalle cucine torinesi: dopo una decisione professionale presa davanti al mercato di Porta Palazzo ha lasciato il lavoro in brigata per il giornalismo gastronomico. In redazione difende ricette tradotte in chiave contemporanea, porta la firma su inchieste su mercati rionali e conserva la collezione di ricettari della nonna.