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17 Settembre 2026

Medici di famiglia in sciopero: servizi assicurati e motivazioni

Il sindacato Smi blocca le visite di routine il 15‑16 settembre, ma visite domiciliari urgenti e assistenza integrata restano attive.

Medici di famiglia in sciopero: servizi assicurati e motivazioni

Il Sindacato Medici Italiani (Smi) ha proclamato uno sciopero nazionale per i medici di medicina generale nei giorni 15 e 16 settembre 2026. La mobilitazione, che prevede manifestazioni in diverse città (Roma, Milano, Napoli, Palermo e Pescara), nasce come reazione all’accordo stralcio sulle Case della Comunità siglato il 23 giugno dello stesso anno. Non tutti gli esperti del settore hanno aderito: la Fimmg principale sigla rappresentativa, ha scelto di non partecipare, per cui la chiusura degli studi potrà variare da regione a regione.

Le ragioni che hanno spinto i medici a scioperare

Il nucleo della protesta riguarda due richieste fondamentali. In primo luogo, il debito orario nelle Case della Comunità, fissato a un minimo di sei ore settimanali, è considerato obbligatorio e quindi incompatibile con il principio di volontarietà. In secondo luogo, i professionisti contestano il Ruolo Unico nella medicina generale, ritenuto limitante per la autonomia clinica. Tra le proposte avanzate dal Smi vi sono l’instaurazione di un doppio canale per l’accesso volontario alla dipendenza, l’attivazione della scuola di specializzazione universitaria in medicina generale, la reintroduzione dell’area della Medicina dei Servizi e il potenziamento degli organici del 118, nonché una più ampia tutela per infortunio e maternità.

Quali prestazioni restano attive durante lo sciopero

Nonostante la sospensione delle attività ordinarie nella fascia 8:00-20:00, diverse cure essenziali rimangono garantite. Le visite domiciliari urgenti sono operative, con priorità per pazienti gravemente ammalati o con difficoltà di spostamento. Continuano inoltre l’assistenza domiciliare integrata l’assistenza programmata per i malati terminali e le prestazioni ritenute indispensabili dagli accordi regionali. Per le esigenze non urgenti, i cittadini possono rivolgersi alla guardia medica o alle Case della Comunità che mantengono l’orario di apertura abituale.

Servizi di continuità assistenziale

Il numero europeo 116117 è operativo 24 ore su 24, tutti i giorni, e permette di segnalare situazioni non urgenti. L’operatore raccoglie la richiesta, valuta il livello di necessità e indirizza il paziente verso il percorso più adeguato, che può includere il collegamento con la continuità assistenziale territoriale. Per le reali emergenze, vale sempre il 112 da chiamare in caso di pericolo di vita o di situazioni che richiedono un intervento immediato.

Impatto territoriale e prossimi sviluppi

La diversità di adesioni tra le varie sigle sindacali ha generato una situazione eterogenea sul territorio: alcuni studi rimarranno aperti, altri chiusi, a seconda dell’appartenenza al Smi o alla Fimmg. Parallelamente, il sindacato ha celebrato la raccolta di più di 9.300 firme per la petizione n. 1451, promossa dal segretario generale Pina Onotri, che chiede provvedimenti legislativi e risorse per la riforma della medicina generale. La petizione è stata inviata alla Commissione Affari Sociali di Montecitorio il 9 settembre, e da qui si attendono ormai i primi dibattiti parlamentari. Nel frattempo, gli operatori sanitari invitano la popolazione a utilizzare i canali di assistenza presenti per evitare disagi e a monitorare gli aggiornamenti regionali.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.