Cedolino aprile 2026: guida pratica su arretrati, conguagli e novità

Con il cedolino di aprile 2026 arrivano arretrati per alcuni pensionati e aggiornamenti fiscali: ecco le regole principali e i documenti utili per verificare l'importo

Il cedolino di aprile 2026 porta con sé una serie di aggiornamenti che interessano diversi profili di pensionati: dai pagamenti degli arretrati fino alle verifiche fiscali legate alle ritenute Irpef. In questo articolo trovi una panoramica chiara e pratica su cosa aspettarsi, con indicazioni su conguagli fiscali, errori nelle detrazioni e novità per gli assegni di invalidità.

Le informazioni sono utili per chi vuole controllare il proprio cedolino, comprendere eventuali trattenute e conoscere i canali ufficiali per scaricare la Certificazione Unica e il modello OBIS M. Se necessario, viene inoltre spiegato come richiedere supporto al Patronato INAS CISL o al CAF CISL.

Arretrati e beneficiari interessati

Una delle novità più immediate riguarda i pensionati con età pari o superiore a 70 anni che, a marzo, non hanno ricevuto gli arretrati dovuti per i mesi di gennaio e febbraio: si tratta di un importo complessivo di 40 euro, collegato all’incremento previsto dalla Legge di Bilancio. Con la mensilità di aprile questi soggetti vedranno regolarizzati gli importi mancanti. È importante verificare il cedolino per assicurarsi che la voce sia presente e corretta, soprattutto se si utilizzano deleghe bancarie o altri strumenti di accredito.

Conguagli fiscali e Certificazione Unica

Nei primi mesi dell’anno l’INPS ha eseguito le verifiche sulle ritenute applicate nel 2026, portando all’emissione di conguagli fiscali a credito o a debito già nei mesi di gennaio, febbraio e marzo. A partire dalla seconda metà di marzo è stata resa disponibile la Certificazione Unica 2026, che riepiloga i redditi imponibili del 2026. Dopo questa ulteriore verifica l’INPS può determinare un conguaglio aggiuntivo che verrà pagato o recuperato sul cedolino di aprile: in caso di conguaglio a debito, se la rata di aprile non è sufficiente il recupero proseguirà nelle mensilità successive.

Rateazione e soglie di tutela

Per i pensionati il cui importo annuo dei trattamenti non supera i 18.000 euro e che presentano un conguaglio Irpef a debito superiore a 100 euro, la rateazione può essere estesa fino alla mensilità di novembre. Per conguagli di importo contenuto (fino a 150 euro) l’INPS procederà invece al recupero in un’unica soluzione nel mese di aprile. È fondamentale leggere il cedolino per comprendere l’entità della trattenuta e, in caso di dubbi, rivolgersi al Patronato INAS CISL per una verifica personalizzata.

Errore nelle detrazioni ex art. 1 c.6 L. n.207/2026

Durante le fasi di controllo l’INPS ha rilevato un errore informatico che ha interessato circa 11.000 pensionati titolari anche di pensioni integrative o indennità sostitutive, con redditi compresi tra 20.000 e 40.000 euro. Per questi casi erano state erroneamente applicate le detrazioni previste per i lavoratori dipendenti, generando un conguaglio a credito non dovuto nella rata di marzo. L’Istituto ha previsto il recupero delle somme non spettanti a partire dal mese di maggio 2026, suddividendo l’importo in un massimo di 8 rate.

Pagamento aggiuntivo e cedolino dedicato

Per attenuare il disagio, l’INPS ha disposto un pagamento aggiuntivo nel mese di aprile che azzera la trattenuta a debito per quella mensilità: questa operazione è stata eseguita con valuta del 1° aprile e documentata tramite un cedolino dedicato contenente una specifica annotazione descrittiva. In alternativa, per conguagli di entità contenuta (fino a 150 euro) si procederà nel mese di aprile al recupero in un’unica soluzione.

Novità per gli assegni ordinari di invalidità

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 94/2026, ha stabilito che l’integrazione al trattamento minimo può spettare non solo ai titolari di assegno ordinario di invalidità liquidato con il sistema retributivo o misto, ma anche ai percettori di assegni ordinari di invalidità di tipo contributivo, inclusi coloro che hanno optato per il regime contributivo o percepiscono l’assegno nella Gestione Separata. L’integrazione si applica quando l’importo dell’assegno è inferiore al trattamento minimo, fatto salvo il rispetto dei limiti di reddito: se questi vengono superati l’integrazione cessa.

La nuova disposizione è operativa a partire dal 1° agosto 2026, a condizione che i redditi rilevanti siano già comunicati o dichiarati in via presuntiva. In mancanza di tali comunicazioni il titolare deve presentare una domanda di ricostituzione reddituale tramite il Patronato INAS CISL per permettere il ricalcolo della prestazione.

Documenti utili e canali di accesso

Per controllare tutti gli importi è possibile scaricare la Certificazione Unica 2026 (redditi 2026) e il modello OBIS M, strumenti fondamentali per la dichiarazione dei redditi e per il controllo del cedolino. Questi documenti sono accessibili nell’area personale MYINPS con le proprie credenziali o tramite il Patronato INAS CISL e il CAF CISL. Infine, ricordiamo che non sono soggette a trattenute fiscali alcune prestazioni specifiche, come le prestazioni di invalidità civile, le pensioni o assegni sociali e altre prestazioni escluse dalla tassazione per motivi particolari (ad esempio la detassazione per residenza estera o per vittime del terrorismo).

Scritto da Sara Rinaldi

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