Come scegliere attività e strumenti per i tuoi nipoti

Consigli pratici e metriche per scegliere attività e strumenti finanziari per i tuoi nipoti

Lead: un dato che pesa

Nel 2025 le famiglie italiane hanno destinato in media il 7% del risparmio a regali e spese per i minori, con una crescita annua del 3,2% rispetto al 2023. Questi soldi non restano fermi: finiscono in corsi, strumenti educativi, attività ricreative o in soluzioni di risparmio e investimento pensate per i più giovani.

Contesto ed esperienza professionale

Marco Santini, ex analista fintech con esperienza in Deutsche Bank, osserva come molte famiglie continuino a pianificare sul breve periodo. Dopo la crisi del 2008 la priorità è diventata la preservazione del capitale: liquidità immediata, prodotti a basso rischio e offerte trasparenti che limitino sorprese su costi e controparti. Le scelte pratiche rispecchiano questa prudenza, e non è raro sentire richieste di maggiore chiarezza su commissioni e vincoli di prelievo.

Tipologie di interventi per i nipoti

Le soluzioni per destinare risorse ai minori si possono raggruppare in tre grandi famiglie, distinte per orizzonte temporale, rischio e grado di controllo da parte del donante.

  • – Regali formativi: corsi, strumenti musicali, libri specialistici e attività extra-scolastiche puntano a sviluppare competenze e motivazione. Non producono ritorni finanziari immediati, ma possono avere effetti duraturi sul capitale umano del giovane. Misurare l’impatto richiede strumenti qualitativi e pazienza.
  • – Conti e polizze intestati al minore: libretti, conti di risparmio e polizze educative offrono un quadro regolamentato e protezione patrimoniale. Hanno il pregio della semplicità e della liquidità, ma vanno valutati costi, vincoli e impatto fiscale.
  • – Investimenti diretti: piani di accumulo (PAC) e ETF a basso costo espongono il capitale ai mercati, con potenziale di crescita nel lungo termine. Un PAC con rendimento medio annuo ipotetico del 4% può quasi raddoppiare il potere d’acquisto in un arco pluriennale, purché si mantengano regolarità nei versamenti e controllo rigoroso delle commissioni.

Analisi finanziaria: cosa guardare prima di scegliere

La scelta migliore dipende dall’orizzonte temporale, dalla tolleranza al rischio e dalle esigenze di liquidità. Alcuni indicatori pratici da tenere in conto:

  • – Rendimento netto vs costi: un tasso nominale positivo può diventare negativo se le commissioni superano il rendimento. Calcolare lo spread tra rendimento dichiarato e rendimento netto è fondamentale.
  • – Orizzonte temporale: su periodi superiori a 7–10 anni l’azionario storicamente ha sovraperformato, ma a costo di maggiore volatilità. Portafogli bilanciati o ETF a basso costo possono ridurre il rischio specifico.
  • – Incidenza delle commissioni: anche una differenza di 0,5% annuo nelle commissioni può erodere oltre il 10% del valore finale in dieci anni. Controllare costi fissi, commissioni di ingresso e spese correnti.

Scenari pratici

Tre simulazioni per capire meglio i trade-off.

  • – Esempio A — Regalo educativo: spesa unica di 500 euro per un corso specialistico. Nessun rendimento finanziario diretto, ma potenziale ritorno in competenze e opportunità future.
  • – Esempio B — Conto di risparmio per minori: deposito iniziale 1.000 euro, tasso lordo 0,8%, costi 0,2% annuo. Dopo 10 anni il capitale si aggira intorno a 1.084 euro. Bassa volatilità e alta liquidità, ma rendimento reale esposto all’inflazione.
  • – Esempio C — PAC in ETF: versamento mensile di 50 euro, rendimento medio ipotetico 4% annuo, costi 0,3%. Dopo 10 anni sono stati versati circa 7.500 euro; il valore stimato, grazie all’effetto composto, si avvicina ai 9.800 euro. La disciplina del risparmio regolare fa la differenza nel lungo periodo.

Regole, fiscalità e responsabilità

La scelta dipende anche da chi è titolare del prodotto e dalle norme applicabili: molti strumenti per minori prevedono vincoli fino al raggiungimento della maggiore età e richiedono documentazione KYC rafforzata. Diverse soluzioni godono di regimi fiscali agevolati, ma conviene sempre verificare imposte su rendimenti, eventuali limiti operativi e responsabilità dell’intermediario.

Rischi da monitorare

Punti da tenere sotto controllo: grado di liquidità, qualità della controparte, spread e trasparenza dei costi. Prodotti poco chiari possono nascondere rischi sistemici, come ha ricordato l’esperienza del 2008. Una regola pratica: mantenere una riserva liquida pari al 10–20% delle risorse destinate al minore per evitare vendite forzate in momenti di stress.

Checklist rapida prima della scelta

1) Definire l’obiettivo: educativo, patrimoniale o misto. 2) Stabilire orizzonte temporale e tolleranza al rischio. 3) Confrontare costi effettivi e spread tra soluzioni simili. 4) Verificare compliance del prodotto e tutele legali per il minore. 5) Preferire, se l’obiettivo è patrimoniale, soluzioni a basso costo e trasparenti (ETF, PAC).

Prospettive e consigli operativi

I trend vanno verso prodotti sempre più digitali e combinazioni tra educazione finanziaria e investimento. Rimane però valido un consiglio pratico: prendere decisioni dopo una due diligence su costi, liquidità e controparte. L’investimento regolare e a lungo termine tende a garantire risultati più solidi rispetto a interventi occasionali di pari importo. Nei prossimi anni ci sarà probabilmente più trasparenza regolamentare, elemento che faciliterà il confronto e la scelta delle famiglie.

Scritto da AiAdhubMedia

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