Il 14 dicembre 1975 segna un momento cruciale nella storia del cristianesimo. In questa data, Papa Paolo VI compì un gesto che ebbe risonanza globale. Durante una celebrazione nella Cappella Sistina, il Papa si chinò per baciarsi i piedi di Melitone di Calcedonia, inviato del Patriarca ecumenico di Costantinopoli. Questo atto rappresentò non solo un momento di umiltà personale, ma anche un potente simbolo di riconciliazione tra le Chiese di Roma e Costantinopoli.
Il contesto storico del gesto
Dieci anni dopo la revoca delle reciproche scomuniche, si registra un passo fondamentale nel processo di unificazione delle comunità cristiane. Il gesto di Paolo VI si è svolto alla vigilia della chiusura dell’Anno Santo, un periodo dedicato alla riflessione e al rinnovamento spirituale. Prima di questo evento, solo il suo segretario personale, don Pasquale Macchi, era a conoscenza delle sue intenzioni. Questo gesto non era stato preannunciato, risultando così ancora più sorprendente per tutti i presenti.
Il significato del bacio
Il bacio ai piedi di Melitone è stato interpretato come un richiamo al gesto di Gesù che lavò i piedi ai suoi discepoli. Questo atto di umiltà da parte del Papa, come sottolineato dal cardinale Johannes Willebrands, ha rappresentato un momento di riunificazione e di speranza per le Chiese. Non si è trattato solo di un gesto simbolico, ma di una manifestazione concreta della volontà di superare le divisioni storiche tra le due grandi tradizioni cristiane.
Le reazioni al gesto di Paolo VI
Il metropolita Melitone, dopo aver ricevuto il bacio, dichiarò che solo un santo poteva compiere un simile gesto. Il patriarca Dimitrios I commentò che Paolo VI aveva dimostrato al mondo cosa significa essere un vero leader spirituale. Queste parole evidenziano l’importanza di quell’azione, che andava oltre le parole e i protocolli ecclesiastici.
Un momento di riconciliazione
Il gesto di Paolo VI ha rappresentato un passo cruciale verso l’unità della Chiesa, segnando un capitolo importante nella storia della cristianità. A cinquant’anni di distanza, è fondamentale ricordare l’eredità di quel bacio, il cui significato va oltre il momento stesso, ispirando futuri sforzi di dialogo e unità tra le diverse tradizioni cristiane.
Guardando al futuro: l’unità delle Chiese
Nel contesto della preparazione al Giubileo del 2033 e per commemorare le origini della fede a Gerusalemme, è essenziale mantenere vivo lo spirito di riconciliazione che ha caratterizzato quel gesto storico. La missione di servizio all’unità, portata avanti dai Pontefici, continua a rappresentare un obiettivo primario per le comunità cristiane di tutto il mondo.
Il bacio di Paolo VI a Melitone rappresenta un simbolo di speranza. È un invito per tutti a lavorare insieme, creando una comunità cristiana unita e amorosa. Questo gesto segue l’esempio di umiltà e carità che ci è stato trasmesso.

