L’ombra del poliziotto: un’inchiesta inquietante a Milano

Un'indagine svela il lato oscuro di un poliziotto con una carriera impeccabile.

Un arresto sorprendente

Il 23 febbraio, la notizia dell’arresto dell’assistente capo Carmelo Cinturrino ha scosso Milano. L’agente, noto per la sua carriera esemplare, è stato fermato mentre si recava al commissariato di Mecenate. Le accuse sono gravi: è indiziato dell’omicidio volontario di Mansouri Abderrahim, avvenuto nel parco di Rogoredo il 26 gennaio. Questo evento ha aperto un’inchiesta che ha rivelato aspetti inquietanti della vita di Cinturrino.

Un curriculum impeccabile e un lato oscuro

Carmelo Cinturrino ha sempre avuto un’immagine di poliziotto modello. Con una carriera lunga e priva di sanzioni disciplinari, era rispettato dai colleghi e lodato per le sue operazioni di servizio. Tuttavia, le indagini hanno messo in luce un’altra faccia della sua personalità. Dopo perquisizioni nel suo ufficio e nell’abitazione della compagna, è emerso che Cinturrino viveva una doppia vita. Mentre per i colleghi era un agente appassionato di calcio e viaggi, nei circoli dello spaccio era conosciuto come “Luca”.

Un clima di paura e aggressività

Le testimonianze raccolte durante l’inchiesta dipingono un quadro allarmante. Cinturrino, soprannominato “Thor” per il suo comportamento aggressivo, era temuto non solo dai tossicodipendenti, ma anche dai suoi stessi colleghi. Tre giovani agenti hanno riferito di aver vissuto un clima di paura, temendo per la loro incolumità. Uno di loro ha addirittura dichiarato di aver temuto che Cinturrino potesse sparargli durante un inseguimento. Questi elementi hanno spinto i magistrati a ritenere necessario il suo arresto, evidenziando un concreto pericolo per la sicurezza.

Le conseguenze dell’inchiesta

Con l’inchiesta ancora in fase iniziale, gli sviluppi futuri potrebbero rivelare ulteriori dettagli inquietanti sulla vita di Cinturrino e sulle sue attività illecite. La comunità milanese e i colleghi di Cinturrino si trovano ora a dover affrontare la realtà di un agente che ha tradito la fiducia e il dovere di proteggere i cittadini. La situazione solleva interrogativi su come sia possibile che un poliziotto possa operare in questo modo per anni senza essere fermato. Le indagini continueranno, e la verità potrebbe portare a rivelazioni ancora più scioccanti.

Scritto da Redazione

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