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22 Agosto 2026

Monte dei Paschi di Siena: le strategie di Intesa Sanpaolo e Unipol

Carlo Messina, Carlo Cimbri e Luigi Lovaglio sono i protagonisti del risiko bancario che sta coinvolgendo Monte dei Paschi di Siena. Scopri le loro strategie e chi potrebbe avere la meglio.

Monte dei Paschi di Siena: le strategie di Intesa Sanpaolo e Unipol

Il panorama bancario italiano è in fermento. Con l’estate del 2026, si sta giocando una partita cruciale che vede protagonisti alcuni dei più influenti banchieri del paese. Al centro della scena c’è il Monte dei Paschi di Siena (Mps) la banca più antica del mondo, e le strategie di Intesa Sanpaolo e Unipol per acquisirla.

Le mosse di Intesa Sanpaolo e Unipol

Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto (Opas) da oltre 30 miliardi di euro su Mps. Messina, con una carriera interamente sviluppata all’interno di Intesa Sanpaolo, mira a offrire un ritorno di oltre 50 miliardi di euro agli azionisti entro il 2029. La sua strategia è chiara: “Whatever it takes”, costi quel che costi come ha dichiarato citando la famosa frase di Mario Draghi.

Al fianco di Messina c’è Carlo Cimbri, presidente di Unipol, che punta ad ottenere circa 635 filiali di Mps per integrarle all’interno di Bper Banca, di cui Unipol è azionista di riferimento. Cimbri, originario di Cagliari ma emiliano d’adozione, ha costruito una carriera di successo all’interno di Unipol, trasformandola in uno dei principali player del settore assicurativo in Europa.

La resistenza di Luigi Lovaglio e i suoi alleati

Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps, non intende arrendersi facilmente. Con una carriera di oltre quarant’anni nel settore bancario, Lovaglio guarda al Banco Bpm di Giuseppe Castagna e a Banca Generali guidata da Gian Mario Mossa. Tuttavia, per convincere Philippe Donnet, amministratore delegato di Generali, che detiene una quota del 50,17% di Banca Generali, la sfida sarà ardua.

Intanto, Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, resta alla finestra. Orcel, con una formazione e carriera internazionali, è impegnato nella difficile integrazione con Commerzbank. Tuttavia, ha lasciato intendere che, se si presentasse l’occasione giusta, valuterà la situazione.

Le reazioni politiche

La partita per Mps si è spostata dal terreno finanziario a quello politico. La premier Giorgia Meloni ha espresso il desiderio che Mps non finisca smembrata, perdendo il proprio nome e la propria identità. Una posizione condivisa dal Partito Democratico, che ha accolto con interesse le parole della premier.

Anche Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, ha espresso la sua opinione, sottolineando l’importanza del rispetto della storia, dell’autonomia e del personale di istituzioni bancarie che sono tra le più antiche al mondo. Critiche, invece, sono arrivate da Italia Viva e +Europa, che hanno accusato il governo di interferire nel risiko bancario.

Nel frattempo, il consiglio di amministrazione di Mps ha approvato il piano di Lovaglio per le due offerte di scambio, una su Banco Bpm e una su Banca Generali, con l’obiettivo di costruire un’alternativa. La partita è ancora aperta, e i prossimi mesi saranno cruciali per il futuro del panorama bancario italiano.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.