Il 21 febbraio, nel contesto dell’VIII centenario della morte del santo, è stata avviata ad Assisi la prima ostensione pubblica e prolungata delle spoglie mortali di san Francesco. L’evento ha visto un’affluenza eccezionale di fedeli e visitatori che hanno scelto di rivolgere lo sguardo e la preghiera verso la cripta della Basilica di San Francesco, dove i resti sono stati riesposti per un periodo definito fino al 22 marzo.
La manifestazione non è stata solo un fatto liturgico, ma anche una testimonianza di mobilitazione civile e religiosa: gruppi provenienti da varie aree del mondo, numerosi volontari e la presenza delle autorità ecclesiastiche hanno segnato questa riapertura con partecipazione intensa e organizzazione capillare.
Come si è svolta la giornata del 21 febbraio
La mattina del 21 febbraio è stata dedicata all’estumulazione dei resti nella cripta della basilica, una procedura svolta con il massimo rispetto liturgico e conservativo. Nel pomeriggio è stata celebrata la cerimonia della traslazione e i vespri, presieduti dal Legato pontificio cardinale Ángel Fernández Artime, alla presenza di circa 300 frati che hanno accompagnato il rito con segni di raccoglimento e preghiera.
Organizzazione e flusso dei pellegrini
Per gestire l’afflusso massiccio, stimato in oltre 370mila pellegrini, sono stati impiegati più di 400 volontari appartenenti a oltre 60 associazioni. Questo apparato di supporto ha garantito percorsi ordinati, assistenza spirituale e logistica, oltre a servizi per famiglie, gruppi di giovani e contingenti internazionali. La partecipazione ha incluso fedeli provenienti dagli Stati Uniti, dall’America Latina, dall’Asia e dall’Africa, confermando il carattere globale del richiamo francescano.
Significato religioso e culturale dell’ostensione
L’evento ha messo in luce il ruolo di san Francesco non solo come figura religiosa, ma anche come simbolo di dialogo, umiltà e attenzione al creato. L’ostensione ha offerto l’occasione per riflettere sull’eredità francescana in un periodo di celebrazione storica, richiamando fedeli, famiglie, consacrati e associazioni che hanno scelto di vivere un momento comunitario di fede.
La voce della diocesi
Sui media vaticani è stata rilanciata la riflessione del vescovo eletto di Assisi, monsignor Accrocca, che ha sottolineato come la figura del santo continui ad attrarre «il mondo oggi come ieri». Le parole del vescovo eletto hanno messo in evidenza la capacità di attrazione spirituale di Francesco, capace di parlare a generazioni diverse e di offrire orientamenti di vita in contesti complessi.
Impatto sociale e internazionale
L’ostensione ha avuto ricadute pratiche e simboliche sia per la città che per la comunità ecclesiale. L’arrivo di gruppi internazionali ha creato un movimento turistico e devozionale significativo, mentre l’organizzazione dell’evento ha mostrato la capacità di collaborazione tra parrocchie, istituzioni civili e associazioni di volontariato.
Volontariato e partecipazione
Il contributo di oltre 400 volontari e di più di 60 associazioni è stato determinante per la gestione dell’evento: dall’accoglienza alla sicurezza, dall’assistenza ai più fragili all’orientamento dei percorsi. Questo modello ha trasformato un rito religioso in un momento di responsabilità collettiva e di servizio concreto alla comunità dei pellegrini.
Prospettive e durata dell’esposizione
Le spoglie di san Francesco rimarranno esposte fino al 22 marzo, offrendo ai visitatori un arco di tempo prolungato per accostarsi alla memoria del santo. L’ampiezza dell’ostensione e la partecipazione registrata hanno fatto emergere nuove domande sulla conservazione, sul significato pubblico delle reliquie e su come le grandi celebrazioni possano essere vissute in modo inclusivo e attento alle necessità di tutti i visitatori.
In definitiva, l’ostensione ad Assisi ha riconfermato la centralità di san Francesco nella vita religiosa e culturale di numerose comunità, illustrando come una figura storica possa ancora oggi catalizzare eventi che coniugano devozione, organizzazione civile e dialogo internazionale.

