Salta al contenuto
9 Ottobre 2026

Pensioni 2027: uscita a 64 anni, quota 41 e aumento minima

Scopri le proposte di pensione per la manovra 2027, i costi stimati e le sfide per il bilancio.

Pensioni 2027: uscita a 64 anni, quota 41 e aumento minima

Il nuovo Documento Programmatico di Finanza Pubblica, vero e proprio preludio della Manovra 2027, ha già delineato gli step principali su cui graviterà la discussione parlamentare. Le parti in gioco – governo, maggioranza e opposizione – stanno ora valutando come inserire nel bilancio le misure più richieste, tenendo conto di un margine di spesa limitato e di un contesto macroeconomico incerto.

Adeguamento dei trattamenti e flessibilità in uscita

Il primo capitolo riguarda l’adeguamento annuale delle pensioni, tradizionalmente legato all’andamento dell’inflazione. Per il 2027 si prevede una rivalutazione della media del 2,9% distribuita su tre fasce: il 100% per i trattamenti fino a quattro volte il minimo INPS, il 90% per la fascia tra quattro e cinque volte il minimo e il 75% per la quota che supera cinque volte il minimo. Questa struttura, introdotta negli ultimi anni, dovrebbe rimanere invariata, ma al governo resta la scelta di eventuali aggiustamenti in base all’andamento dei prezzi.

Rivalutazione legata all’inflazione

L’obiettivo è preservare il potere d’acquisto dei pensionati, soprattutto di quelli più vulnerabili. Il meccanismo prevede che il decreto di adeguamento venga pubblicato entro il primo trimestre dell’anno, così da garantire che il nuovo importo sia effettivamente rispecchiato nella busta paga di gennaio. Il costo complessivo stimato per questa operazione si aggira intorno ai 10 miliardi di euro una spesa che il Ministero dell’Economia deve confrontare con altri cantieri di bilancio.

Pensione anticipata a 64 anni

Una delle proposte più discusse è la possibilità di andare in pensione a 64 anni con il regime contributivo esteso a tutti i lavoratori, anche a chi ha iniziato a versare contributi prima del 1996. La norma prevederebbe almeno 20 anni di contributi, ma si sta valutando l’innalzamento a 25 anni per contenere la spesa. Chi scegliesse questa opzione subirebbe una penalizzazione: la pensione verrebbe calcolata interamente con il sistema contributivo senza l’agevolazione della quota di anzianità. Il costo stimato di questa misura è di circa 1,5 miliardi di euro per l’anno 2027.

Impatto di bilancio e possibili restrizioni

Il governo deve ora verificare se i 10 miliardi per l’adeguamento e i 1,5 miliardi per la pensione a 64 anni possano essere inseriti nel quadro di spesa previsto. Una delle leve di contenimento è la revisione dei criteri di accesso: aumentare il requisito minimo di anni di contribuzione o limitare la platea dei beneficiari alle categorie più esposte al rischio di povertà. Inoltre, la maggioranza sta valutando la proroga di misure di flessibilità già attive, così da consentire una transizione più graduale verso il nuovo sistema.

Le richieste dell’opposizione – in particolare per i lavoratori con carriere discontinue – puntano a introdurre una soglia di contribuzione più bassa o a garantire una maggiorazione per i periodi di disoccupazione prolungata. Tali proposte, però, dovranno anch’esse trovare una giusta copertura finanziaria, altrimenti rischiano di essere soppresse in sede di voto.

Le decisioni prese nei prossimi mesi definiranno se le pensioni potranno beneficiare di un aumento significativo, di una maggiore flessibilità in uscita o di entrambi gli interventi simultaneamente.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.