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31 Luglio 2026

Perché coltivare amicizie è fondamentale per vivere più a lungo e in salute

Le amicizie non sono solo fonte di gioia, ma anche di salute. Scopri come coltivare relazioni sociali può aumentare la tua longevità

Perché coltivare amicizie è fondamentale per vivere più a lungo e in salute

In un’epoca in cui la tecnologia ci connette virtualmente, la scienza ci ricorda l’importanza delle connessioni reali. Le amicizie, infatti, non sono solo fonte di gioia e supporto emotivo, ma anche di salute fisica e mentale. In occasione della Giornata Mondiale dell’Amicizia celebrata il 30 luglio esploriamo il legame tra relazioni sociali e longevità.

Le evidenze scientifiche dimostrano che una rete di relazioni solide rappresenta un vero e proprio fattore di protezione. Le amicizie favoriscono il benessere psicologico, migliorano la salute fisica e possono aumentare fino al 50% le probabilità di vivere più a lungo. Al contrario, l’isolamento sociale cronico è associato a circa 870.000 decessi ogni anno nel mondo, un impatto sulla salute paragonabile a quello di fumare 15 sigarette al giorno.

L’importanza delle relazioni sociali

Le relazioni sociali positive possono aiutare a ridurre lo stress e a promuovere la salute mentale. Avere una vita sociale attiva e soddisfacente può contribuire a prevenire problemi di salute come la depressione e l’isolamento sociale. Due antropologi dell’Università di Oxford hanno dimostrato che alla base del sentimento dell’amicizia c’è la produzione di un oppioide endogeno che funziona da neurotrasmettitore, contrastando gli effetti dell’ormone dello stress.

L’amicizia tra donne

L’amicizia tra donne ha un impatto particolarmente positivo. Uno studio condotto presso l’Università del Michigan ha dimostrato che l’amicizia tra donne aumenta la produzione di progesterone, un ormone anti-ansiogeno, a discapito di quella del cortisolo. Questo sfata il mito della rivalità femminile e sottolinea l’importanza delle relazioni tra donne, che permettono di coltivare una dimensione individuale con meno obblighi e più libertà rispetto ai classici ruoli di moglie e madre.

Gli effetti deleteri della solitudine

La solitudine, al contrario, ha un impatto deleterio sulla salute. Analizzando più di 148 studi che consideravano la frequenza delle relazioni umane e l’impatto sulla salute, gli scienziati hanno concluso che avere pochi rapporti di amicizia può essere considerato un fattore di rischio per la salute equivalente a fumare 15,5 sigarette al giorno. Questo impatto è peggiore della sedentarietà e dell’obesità.

La solitudine in crescita

La solitudine è un fenomeno in crescita. Secondo l’Oms, una persona su sei nel mondo si sente sola. Tra i giovani, il fenomeno interessa una persona su cinque, mentre nei Paesi a basso reddito coinvolge quasi una persona su quattro. A incidere non sono soltanto i cambiamenti demografici e gli stili di vita, ma anche il modo in cui si costruiscono oggi le relazioni.

Nel caso dei più giovani, non sono i social media in sé a determinare la solitudine, bensì le modalità con cui vengono utilizzati e la qualità delle esperienze vissute nel contesto virtuale. Quando sono impiegati come uno spazio di confronto, condivisione e partecipazione, possono rafforzare i legami sociali. Al contrario, un utilizzo passivo o caratterizzato da interazioni negative e ostili può accentuare il senso di isolamento e di solitudine.

Le relazioni come parte della cura

Per affrontare la sfida dell’isolamento sociale, diversi Paesi stanno sperimentando nuovi strumenti. Nel Regno Unito è stato istituito un Ministero della Solitudine, e in diversi Paesi, tra cui l’Italia, si sta diffondendo il modello della prescrizione sociale. Attraverso questo approccio, i medici, accanto alle terapie tradizionali, possono indirizzare i pazienti verso attività come gruppi di cammino, cori, laboratori o iniziative di volontariato. Un approccio che riconosce il valore delle relazioni come parte integrante della salute.

Le amicizie non sono solo fonte di gioia, ma anche di benessere fisico e mentale. In un’epoca in cui la solitudine è in crescita, è importante riconoscere l’importanza delle connessioni reali e agire per rafforzare i nostri legami sociali.

Autore

Luca Bellini

Luca Bellini proviene dalle cucine torinesi: dopo una decisione professionale presa davanti al mercato di Porta Palazzo ha lasciato il lavoro in brigata per il giornalismo gastronomico. In redazione difende ricette tradotte in chiave contemporanea, porta la firma su inchieste su mercati rionali e conserva la collezione di ricettari della nonna.