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6 Settembre 2026

Regole essenziali per salire e muoversi su traghetti e barche

Tutto ciò che serve per salire, muoversi e sedersi in sicurezza su traghetti e barche con consigli chiari su giubbotto, mal di mare e viaggi con i nipoti.

Regole essenziali per salire e muoversi su traghetti e barche

Viaggiare in traghetto o in barca è un piacere accessibile a tutte le età, ma richiede alcune attenzioni mirate per garantire comfort e sicurezza. Per chi è senior, pochi accorgimenti fanno la differenza tra una traversata serena e una faticosa. In questo articolo vengono spiegate in modo chiaro le regole base per salire e muoversi in sicurezza, come scegliere posti stabili quando e come usare il giubbotto di salvataggio e cosa portare in borsa, con suggerimenti mirati per il mal di mare e per chi viaggia con i nipoti.

La sicurezza in navigazione si fonda su principi semplici: prevenire le cadute, ridurre gli sforzi inutili, proteggersi dal freddo e dall’eventuale moto ondoso. Questi consigli sono sempre validi perché si basano su dinamiche fisiche costanti e su buone pratiche di bordo. Nelle sezioni seguenti si trovano linee guida operative, esempi pratici e alcune eccezioni da conoscere per adattare le scelte alla barca, al traghetto e alle proprie esigenze.

Prepararsi all’imbarco: borsa essenziale e abbigliamento

Una preparazione attenta inizia a terra. Scarpe chiuse con suola antiscivolo riducono il rischio di scivolare su ponti bagnati; le ciabatte sono comode ma poco stabili. In borsa conviene tenere a portata di mano una piccola trousse di sicurezza con documenti, farmaci personali, bustine anti-nausea, salviette, una bottiglietta d’acqua e una leggera coperta o capo antivento. Occhiali da sole, cappello e crema solare proteggono dal riverbero, mentre una felpa aiuta a gestire il vento. È utile organizzare la borsa in scomparti: ciò consente di muoversi meno e con più equilibrio durante la traversata.

Meglio viaggiare con bagagli compatti e distribuire il peso su due spalle (zaino o borsa a tracolla regolata corta) per mantenere il baricentro vicino al corpo. Un bastone pieghevole o una maniglia da appiglio in gomma attaccata al trolley può migliorare la presa nelle rampe. Prima di salire, conviene liberare le mani da oggetti superflui per potersi tenere saldamente alle candelieri o ai corrimano.

Salire e muoversi in sicurezza a bordo

L’imbarco è il momento più delicato. La regola pratica è: tre punti di contatto sempre attivi (due piedi e una mano, oppure due mani e un piede). Si sale solo quando il personale indica che è sicuro, facendo passi corti e ben piantati. Sulle scale, si usa il corrimano interno, salendo una pedata alla volta. Evitare di attraversare corridoi con il ponte bagnato senza appiglio. In caso di onda, ci si ferma, si allarga la base dei piedi e si riprende a camminare quando la barca torna stabile.

A bordo, i movimenti vanno lenti e prevedibili. È prudente evitare cambi di direzione bruschi e tenere lo sguardo verso l’orizzonte per migliorare l’equilibrio. Porte e portelli possono chiudersi improvvisamente con il rollio: si afferrano con il palmo pieno e si accompagnano. Ogni volta che si lascia il posto, si controlla che borse e cappotti non sporgano nei passaggi, così da non creare ostacoli. I piani inclinati vanno affrontati frontalmente, con piccoli passi e appoggio costante.

Dove sedersi: posti stabili e come gestire il moto ondoso

La stabilità del posto incide sul comfort. In generale, i punti più stabili sono al centro dell’imbarcazione e ai piani inferiori, dove l’ampiezza dei movimenti è minore. Sui traghetti, sedersi vicino a paratie o colonne consente un appoggio rapido delle mani. Su barche più piccole, si preferiscono panche basse con schienale e appoggio per i piedi. Evitare sedute isolate sul ponte scoperto quando il mare è formato. Se serve alzarsi, attendere tra un’onda e l’altra e chiedere supporto a un compagno di viaggio.

Per ridurre fastidi e mal di mare si può fissare lo sguardo su un punto lontano all’orizzonte e respirare lentamente. Piccoli sorsi d’acqua e cracker semplici aiutano a stabilizzare lo stomaco. Tenere a portata di mano un indumento caldo evita brividi, spesso confusi con nausea. Se il rumore e gli odori infastidiscono, un posto ventilato, non a poppa vicino ai motori, può essere preferibile.

Uso corretto del giubbotto di salvataggio

Il giubbotto di salvataggio è efficace se indossato correttamente e al momento giusto. Su molte barche, il comandante indica quando metterlo; su unità piccole, è prudente indossarlo prima della partenza, soprattutto se si resta in coperta. La vestizione corretta prevede chiusura di fibbie e regolazione delle cinghie in aderenza ma senza comprimere il torace. I capelli lunghi vanno raccolti per non intralciare i sistemi di chiusura.

Chi non ha dimestichezza può chiedere una breve prova a bordo ormeggiato. Per i modelli autogonfiabili, si controlla lo stato della cartuccia e il sistema di attivazione; per i modelli a schiuma, si verifica l’integrità delle cuciture. In caso di condizioni variabili, tenere il giubbotto a portata di mano, non sotto bagagli. Ai nipoti si spiega, con parole semplici, che il giubbotto è come una cintura: si mette prima di partire e non si toglie senza permesso dell’adulto.

Mal di mare: prevenzione e rimedi prudenti

Il mal di mare si previene più che si cura. La sera precedente pasti leggeri, poco alcol e un buon riposo. Prima di imbarcarsi, meglio evitare profumi intensi e pasti grassi che possono peggiorare la nausea. Strategie utili: sedersi al centro della nave, respirare profondamente, mantenere lo sguardo all’orizzonte, parlare poco e muoversi solo se necessario. Le ginger candies o tisane allo zenzero sono un rimedio tradizionale; i braccialetti a pressione sul punto P6 possono dare sollievo ad alcuni.

Farmaci anti-cinetosi vanno valutati con il medico, soprattutto in presenza di terapie in corso o condizioni croniche. Le formulazioni da banco possono provocare sonnolenza: su scale e ponti scivolosi è un rischio aggiuntivo. Un piano semplice è tenere in borsa bustine anti-nausea, una bottiglietta d’acqua e fazzoletti. Se si avverte malessere, si informa subito il personale e ci si sposta in un’area ventilata e stabile.

Viaggiare con i nipoti: regole semplici e chiare

Con i bambini la priorità è la prevedibilità. Prima di salire si stabiliscono poche regole chiare: rimanere vicini all’adulto, dare la mano su scale e rampe, non correre e non sporgersi dai parapetti. Un giubbotto di salvataggio della taglia corretta va indossato fin dall’imbarco nelle aree esterne. I bambini rispondono bene a compiti brevi: tenere lo zainetto chiuso, contare i gradini, cercare insieme il percorso delle uscite di emergenza.

La scelta dei posti privilegia una panca con schienale, lontana da porte pesanti e dal passaggio del personale. In borsa, snack semplici, acqua, salviette e un piccolo gioco o libro. Se il bimbo è incline al mal di mare sedersi al centro e proporre respiri lenti o un gioco che fissi lo sguardo su un punto stabile. È utile programmare micro-pause: alzarsi solo insieme e solo quando il mare lo consente.

Approfondimenti ed eccezioni: meteo, accessibilità e animali

In caso di vento forte o mare formato, il personale può limitare l’accesso ai ponti esterni o chiedere di restare seduti: sono misure di prudenza da seguire senza eccezioni. Chi usa ausili alla mobilità può contattare la compagnia prima del viaggio per conoscere rampe, ascensori e posti riservati; a bordo, è meglio fissare il deambulatore o la sedia pieghevole a una paratia durante la navigazione. Con animali al seguito, guinzaglio corto, museruola se richiesta e acqua disponibile; il trasportino, se usato, va posizionato in area stabile e ventilata.

Ogni traversata beneficia di una routine personale: controllare le suole prima di salire, seguire i corrimano, sedersi in zone centrali, idratarsi e indossare il giubbotto quando opportuno. Con poche scelte consapevoli, la navigazione resta un’esperienza piacevole, sicura e condivisibile con famiglia e nipoti, anche quando il mare cambia umore.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.