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1 Agosto 2026

Sciopero dei rider a Roma: le proteste per condizioni di lavoro insostenibili

I rider di Roma incrociano le braccia per protestare contro le condizioni di lavoro insostenibili durante l'ondata di calore. Scopri le loro richieste e le criticità del settore.

Sciopero dei rider a Roma: le proteste per condizioni di lavoro insostenibili

Roma, 31 luglio 2026. Le strade della capitale sono deserte, ma non per il caldo soffocante. Oggi i rider hanno deciso di incrociare le braccia, protestando contro le condizioni di lavoro che li costringono a scegliere tra la tutela della propria salute e il salario necessario per sopravvivere.

La protesta è stata indetta dalla Cgil di Roma e Lazio e dal Nidil Cgil che denunciano l’inosservanza delle norme di sicurezza da parte delle multinazionali del settore. Nonostante l’ordinanza della Regione Lazio vieti le attività ad alto rischio termico nelle ore più calde della giornata, le piattaforme digitali continuano a ignorare le disposizioni, senza prevedere misure di prevenzione o forme di indennizzo per i lavoratori.

Le criticità del settore del food delivery

I rider si trovano costretti a una scelta inaccettabile: chi decide di fermarsi per proteggersi dal calore rischia di essere penalizzato dagli algoritmi che regolano l’assegnazione dei turni e delle consegne. Le organizzazioni sindacali hanno proposto alla Regione Lazio l’introduzione di strumenti specifici di sostegno al reddito dedicati alle categorie attualmente escluse dagli ammortizzatori sociali tradizionali.

La battaglia contro l’emergenza climatica non è separata da quella per i diritti fondamentali dei lavoratori della gig economy. I sindacati hanno ribadito la necessità di un cambio di passo immediato che passi attraverso il pieno riconoscimento del lavoro subordinato garantendo il diritto alle ferie, alla malattia, a un salario dignitoso e a tutele efficaci contro le emergenze climatiche.

Le proteste a Genova e le critiche alle misure del Comune

A Genova, i sindacati hanno criticato le misure del Comune, accusando l’amministrazione di non averli coinvolti nelle decisioni. Secondo i sindacati, i provvedimenti rischiano di essere propagandistici e dannosi per i lavoratori, che vedrebbero concentrarsi in una fascia oraria molte delle loro consegne senza un sostegno al reddito mirato.

Le problematiche dei rider vanno trattate complessivamente e non a seconda dell’appeal comunicativo che possono avere. I lavoratori del delivery hanno bisogno di strutture, punti di ristoro rinfrescati, informazioni chiare e di sostegno per le loro necessità. Per questo mesi fa i sindacati hanno chiesto al Comune di aumentare le case dei rider di dotarle di più servizi e renderle più confortevoli.

Le testimonianze dei rider

Con l’aumento delle temperature estive, il lavoro all’aperto diventa ancora più difficile per chi trascorre l’intera giornata in strada. Le ondate di calore non incidono soltanto sul benessere fisico, ma rendono più pesanti anche attività già caratterizzate da ritmi serrati, lunghe ore di lavoro e compensi spesso giudicati insufficienti.

In questo contesto cresce il malcontento di molti rider, che denunciano condizioni lavorative ritenute sempre più difficili. Le alte temperature, unite a un sistema di retribuzione legato alle consegne effettuate, alimentano un disagio che riguarda non solo gli aspetti economici, ma anche le tutele, la sicurezza e il riconoscimento dei diritti.

La mobilitazione è stata promossa dalla Nidil Cgil la categoria del sindacato che rappresenta lavoratori atipici, collaboratori e autonomi. Secondo il sindacato, nonostante l’ordinanza regionale in vigore dalla fine di maggio vieti il lavoro all’aperto nelle ore più calde della giornata, molti rider continuano comunque a lavorare per evitare di essere penalizzati dall’algoritmo delle piattaforme e perdere parte del proprio reddito.

Autore

Luca Bellini

Luca Bellini proviene dalle cucine torinesi: dopo una decisione professionale presa davanti al mercato di Porta Palazzo ha lasciato il lavoro in brigata per il giornalismo gastronomico. In redazione difende ricette tradotte in chiave contemporanea, porta la firma su inchieste su mercati rionali e conserva la collezione di ricettari della nonna.