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22 Agosto 2026

Sinner rinuncia agli Us Open: il commento di Bertolucci sul recupero dal ginocchio

Jannik Sinner ha rinunciato agli Us Open per un problema al ginocchio. Paolo Bertolucci commenta la decisione, sottolineando l'importanza di un recupero completo.

Sinner rinuncia agli Us Open: il commento di Bertolucci sul recupero dal ginocchio

La decisione di Jannik Sinner di non partecipare agli Us Open ha suscitato molte discussioni nel mondo del tennis. Paolo Bertolucci, ex tennista e attuale commentatore, ha espresso il suo punto di vista in merito, sottolineando che la scelta del numero uno al mondo è più che comprensibile.

Sinner, che ha già saltato i tornei di Montreal e Cincinnati a causa di un problema al ginocchio destro, ha deciso di non rischiare anche a New York. Dopo un tentativo di rientro a Monte Carlo, lui e il suo staff hanno capito che serve ancora tempo per un recupero completo.

Il percorso di recupero di Sinner

Il problema al ginocchio di Sinner è emerso durante gli allenamenti per il Masters 1000 di Cincinnati. Inizialmente, il dolore era gestibile, ma con il tempo è diventato più intenso, costringendo il tennista a ritirarsi da Montecarlo per sottoporsi a visite mediche a Milano.

Il dottor Melegati, fisiatra di grande esperienza, ha monitorato la situazione e ha consigliato un programma di recupero che include terapie e sedute mirate. Tra i trattamenti effettuati ci sono state anche le onde d’urto, utilizzate per ridurre l’infiammazione e migliorare la mobilità del ginocchio.

La decisione di saltare gli Us Open

Nonostante i progressi, Sinner ha avuto qualche problema nei movimenti durante il ritorno graduale all’attività sul campo. Il ginocchio, sebbene migliorato, non gli permetteva ancora un buon equilibrio. Questo ha portato alla decisione, in accordo con lo staff medico e tecnico, di saltare gli Us Open per concentrarsi ulteriormente sul recupero.

Le parole di Paolo Bertolucci

Paolo Bertolucci ha commentato la decisione di Sinner in un’intervista, sottolineando che non c’è nulla di sorprendente in questa scelta. “Perché dovremmo stupirci? Nessuno lo vede su un campo da tennis da tempo. Niente allenamenti, solo terapie. E se non stai ore e ore a spingere come un dannato non puoi andare a New York”, ha dichiarato.

Bertolucci ha aggiunto che, se Sinner si fosse allenato intensamente negli ultimi giorni, avrebbe potuto essere comprensibile lo stupore per la sua rinuncia. Tuttavia, la situazione attuale non lascia spazio a dubbi: “È fermo e non riesce a essere al massimo: era prevedibile che rinunciasse”.

L’importanza di un recupero completo

Bertolucci ha anche sottolineato che presentarsi a New York a mezzo servizio non avrebbe senso. “Se non sei al 100% a New York che ci vai a fare? Il turista? Gli Us Open non sono uno scherzo, ci vai se sei in condizione”, ha affermato.

Il punto, secondo Bertolucci, è non trasformare ogni possibile data di rientro in una certezza. “I recuperi dagli infortuni non si risolvono con i condizionali. Sono lunghi, lo sport è questo, è fatto anche di stop e di rinunce. Lui e il suo staff sanno come comportarsi, conoscono loro l’entità del problema, è inutile che adesso immaginiamo noi un percorso”, ha concluso.

Le prospettive future

Ora, l’attenzione si sposta sulle prossime tappe del recupero di Sinner. Bertolucci invita alla prudenza riguardo alla partecipazione ai tornei di Pechino e Shanghai, sottolineando che sarà necessario verificare se il tennista riuscirà a riprendersi nelle prossime settimane.

L’assenza di Sinner agli Us Open pesa anche a livello mondiale, cancellando un altro possibile capitolo della sua rivalità con Carlos Alcaraz. “Pesa molto, a livello mondiale. Lo sport ormai è sempre più fisico, agli atleti si chiede sempre di più. Soprattutto nel tennis, in cui non c’è la riserva, gli infortuni sono dietro l’angolo”, ha aggiunto Bertolucci.

Le parole di Paolo Bertolucci sottolineano l’importanza di rispettare i tempi di guarigione e di non forzare i rientri prematuri.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.