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28 Luglio 2026

Talco cancerogeno: Johnson & Johnson paga 5,5 miliardi per le cause legali

Johnson & Johnson ha raggiunto un accordo da 5,5 miliardi di dollari per chiudere decine di migliaia di cause legali legate al suo talco per bambini. Scopri i rischi per la salute e le implicazioni di questa decisione storica.

Talco cancerogeno: Johnson & Johnson paga 5,5 miliardi per le cause legali

Johnson & Johnson ha annunciato un accordo da 5,5 miliardi di dollari per risolvere decine di migliaia di cause legali relative al suo talco per bambini e altri prodotti a base di talco. Questo accordo storico potrebbe porre fine a una controversia legale durata un decennio, coinvolgendo circa 76.000 richieste di risarcimento.

La multinazionale statunitense è stata accusata di aver prodotto e commercializzato prodotti contenenti talco che avrebbero causato tumori alle ovaie e mesotelioma un tumore aggressivo che colpisce principalmente l’apparato respiratorio. L’accordo, che deve essere accettato dal 95% delle persone coinvolte, copre cause presso tribunali federali e statali.

La classificazione del talco come probabile cancerogeno

Nel 2026, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ha rivalutato i dati disponibili sul talco, classificandolo come probabilmente cancerogeno per gli esseri umani. Questo cambiamento ha alzato la soglia d’allerta, spostando il talco dalla categoria dei possibili cancerogeni a quella dei probabili cancerogeni.

I livelli di classificazione dello IARC includono quattro categorie: sostanze cancerogene per l’uomo (gruppo 1), probabili cancerogeni (gruppo 2A), possibili cancerogeni (gruppo 2B) e non classificabili come cancerogeni per gli esseri umani (gruppo 3). Il talco è ora incluso nel gruppo 2A, insieme ad altri agenti come il glifosato e l’acrillamide.

Talco e borotalco: cosa dice la scienza

Il talco è un minerale composto principalmente da magnesio, silicio ed ossigeno. Il borotalco invece, è il risultato dell’interazione tra polvere di talco e acido borico aggiunto. La polvere di talco ha proprietà assorbenti che riducono l’umidità, mentre l’acido borico funge da lenitivo e antisettico.

Secondo Domenica Lorusso direttore della Ginecologia Oncologica di Humanitas San Pio X di Milano, l’ipotesi scientifica è che la polvere di talco, contenente agenti infiammatori, possa diffondersi dagli organi genitali esterni a quelli interni femminili, causando infiammazioni di lunga durata che stimolano la formazione di un tumore.

Il problema del mesotelioma è legato al fatto che il talco è un minerale che si trova spesso vicino alle miniere di amianto. Diversi studi hanno dimostrato che esiste un rischio di contaminazione incrociata durante l’estrazione. Tuttavia, in Europa il talco è molto controllato e la sua tracciabilità è assicurata: dal 1973 tutti i prodotti a base di talco devono per legge essere privi di amianto.

La storia delle controversie legali

I primi sospetti sul talco come fattore di rischio per il tumore ovarico risalgono ai primi anni Settanta. Nel 2010, l’IARC ha pubblicato una monografia sul rapporto tra talco e tumori, ricordando come fino al 1976 i prodotti a base di polvere di talco usati nella cosmesi contenevano un maggior numero di impurità, come le fibre di amianto, rispetto a quelli attualmente in commercio.

Nel febbraio del 2016, un tribunale americano ordinò a Johnson & Johnson di pagare 72 milioni di dollari alla famiglia di Jacqueline Fox, morta di tumore all’ovaio, perché il decesso era stato provocato dall’uso prolungato del borotalco Baby Powder. Questo caso ha aperto la strada a decine di migliaia di altre cause legali.

Johnson & Johnson aveva già raggiunto un accordo nella maggior parte delle cause che l’avevano portata in tribunale con l’accusa che il suo talco contenesse amianto. Nel 2026, l’azienda aveva smesso di vendere il suo talco per bambini in tutto il mondo, sostituendolo con amido di mais.

Il vicepresidente per il contenzioso di Johnson & Johnson, Erik Haas, ha affermato che le accuse erano prive di fondamento e che l’azienda era disposta a raggiungere un accordo per chiudere la questione. Pur essendo fiduciosi che l’azienda avrebbe alla fine prevalso in un ulteriore contenzioso, come è accaduto nella stragrande maggioranza dei casi finora trattati, questo accordo consente all’azienda di lasciarsi alle spalle questa vicenda e di rimanere concentrata sulla sua missione di sviluppare farmaci e dispositivi che salvano vite umane.

Autore

Luca Bellini

Luca Bellini proviene dalle cucine torinesi: dopo una decisione professionale presa davanti al mercato di Porta Palazzo ha lasciato il lavoro in brigata per il giornalismo gastronomico. In redazione difende ricette tradotte in chiave contemporanea, porta la firma su inchieste su mercati rionali e conserva la collezione di ricettari della nonna.