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6 Ottobre 2026

Tovo di Sant’Agata apre i suoi tesori alle Giornate FAI 2026

Un weekend di porte aperte a Tovo: castello, chiese, musica e la nuova proposta FAI sulle imprese italiane.

Tovo di Sant'Agata apre i suoi tesori alle Giornate FAI 2026

Le Giornate FAI d’autunno 2026 arrivano a Tovo di Sant’Agata, piccolo borgo della Valtellina, per offrire a residenti e turisti un’occasione rara: entrare in spazi normalmente chiusi al pubblico e scoprire angoli di storia, arte e architettura nascosti tra le colline.

Il percorso si svolgerà il sabato 10 ottobre dalle ore 14:00 alle 18:00 e la domenica 11 ottobre in due fasce, 10:00-13:00 e 14:00-18:00. Il punto di partenza è il banco FAI posto di fronte al municipio, in Via Retta 6, dove è possibile ritirare una mappa, chiedere informazioni e, se si desidera, iscriversi al Fondo per l’Ambiente Italiano con un contributo volontario a partire da 3 euro.

Come muoversi e a che ora incontrare le guide

Le visite sono organizzate a cadenza di trenta minuti, a partire sia dall’ora piena che dalla mezza. Il primo gruppo parte alle 14:00 di sabato, mentre la domenica il turno mattutino inizia alle 10:00 e prosegue con i gruppi del pomeriggio a partire dalle 14:00. Prima di ogni visita, i partecipanti devono registrarsi al banco FAI; da lì verranno indirizzati verso la prima tappa.

Per chi ha difficoltà motorie è previsto un servizio di navetta “accessibile”, con partenze dal comune nelle seguenti fasce: sabato 14:45, 15:45, 16:45; domenica 10:45, 11:45, 14:45, 15:45, 16:45. La navetta consente di raggiungere a piedi il Castello di Bellaguarda ma è consigliabile indossare scarpe da trekking e abbigliamento adatto alle condizioni di montagna.

I luoghi protagonisti del weekend

Il percorribile più affascinante è il Castello di Bellaguarda antico baluardo della valle poco conosciuto ai visitatori. Situato su una stretta cresta, il castello offre una vista panoramica sulla zona e conserva testimonianze architettoniche del Medioevo. All’arrivo, gli ospiti sono accolti da una breve introduzione musicale curata dagli studenti del Liceo Musicale dell’Istituto “B. Pinchetti” di Tirano, che accompagna il racconto storico.

Segue la visita della Chiesa Parrocchiale di Sant’Agata dove è possibile ammirare affreschi e statue barocche e conoscere la storia liturgica del paese. A pochi passi, l’Oratorio dei Santi Ippolito e Cassiano e la Chiesa di San Marco aprono le loro navate al pubblico; la domenica gli ingressi partono alle 11:30 per consentire un percorso più rilassato.

Un altro gioiello è Casa Canali dimora storica che racconta l’evoluzione domestica e sociale di Tovo attraverso arredi d’epoca e documenti d’archivio. Infine, nella giornata di chiusura, è possibile approfittare delle visite al Castello Grumello bene gestito dal FAI, per vivere un’esperienza immersiva nella storia locale.

Un legame con le iniziative nazionali del FAI

Le Giornate FAI di quest’anno non si limitano ai luoghi tradizionali; il Fondo ha inserito tra i 700 siti da visitare anche una serie di imprese che rappresentano il made in Italy e la cultura politecnica del Paese. Tra gli esempi più noti figurano la storica tipografia Rubbettino in Calabria, la “fabbrica della felicità” di Collegno (produttrice di Pastiglie Leone) e il Museo Mumac di Milano, dedicato alle macchine da caffè. L’obiettivo è dimostrare che la cultura d’impresa è parte integrante del patrimonio culturale italiano, capace di attrarre soprattutto le giovani generazioni.

Nel contesto di Tovo, la presenza di volontari, studenti e l’integrazione di musica e narrazione rendono l’evento un ponte tra patrimonio storico e innovazione industriale. Gli organizzatori, il Comune di Tovo di Sant’Agata, il Polo Liceale Città di Sondrio e l’Istituto “B. Pinchetti”, sottolineano l’importanza di un turismo responsabile, che rispetti il territorio e sostenga la conservazione dei beni culturali.

Per ulteriori chiarimenti, è possibile contattare la Delegazione FAI di Sondrio all’indirizzo email sondrio@ o al numero 340 256 0100.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.