Per molti adolescenti italiani cresciuti vicino al mare, il lavoro da bagnino è stato per anni una delle prime opportunità lavorative. Tuttavia, negli ultimi tempi, questa professione sta perdendo appeal. Le ragioni sono molteplici e vanno dalle condizioni contrattuali sfavorevoli alle responsabilità giuridiche sempre più pesanti.
La presenza di un bagnino è indispensabile per l’apertura di lidi e piscine, e ottenere il brevetto ha sempre rappresentato un modo relativamente veloce per trovare un impiego. Oggi, però, la situazione è cambiata: ci sono sempre meno nuovi bagnini e i rinnovi di quelli già abilitati sono in calo. I gestori dei lidi lamentano difficoltà nel trovare personale qualificato.
Le sfide per diventare bagnino
Le procedure per ottenere il brevetto da bagnino sono diventate più complesse e faticose. Il decreto n. 85/2026 ha introdotto modifiche ai requisiti, rendendo la figura del bagnino più professionale e focalizzata sulle prestazioni fisiche. Per superare l’esame, bisogna percorrere 100 metri a nuoto in un minuto e quaranta secondi e nuotare per 25 metri in apnea.
Anche il rinnovo del brevetto è diventato più complesso. Prima bastava pagare una quota di iscrizione ogni cinque anni, ora è necessario superare una prova in piscina simile a quella dell’esame. Questo ha reso la professione meno attraente, soprattutto considerando le retribuzioni spesso ritenute insufficienti e le condizioni contrattuali non sempre favorevoli.
Le responsabilità giuridiche
Un altro fattore che scoraggia i giovani è la maggiore consapevolezza delle responsabilità giuridiche legate al ruolo. Un bagnino può essere chiamato a rispondere sia penalmente, in caso di lesioni o omicidio colposo dovuti a negligenza, imprudenza o imperizia, sia in sede civile, con l’obbligo di risarcire eventuali danni causati.
Mario, un bagnino che lavora in uno stabilimento laziale, spiega che molti stabilimenti offrono retribuzioni basse, spesso inferiori a quanto previsto dai contratti, con una parte dello stipendio pagata in nero. Inoltre, i riposi settimanali non vengono sempre garantiti, e in alcuni casi un solo bagnino lavora per tutta la stagione senza giorni di riposo.
Le cooperative e le mansioni extra
Sempre più spesso, i bagnini non vengono assunti direttamente dai gestori dei lidi, ma da cooperative che offrono il servizio agli stabilimenti balneari. Questo è comodo per gli stabilimenti, che non devono sobbarcarsi il costo di un altro dipendente. Tuttavia, non tutte le cooperative operano in modo serio, e alcune non garantiscono turni adeguati o giorni di riposo.
In passato, i bagnini erano spesso impiegati anche per svolgere mansioni non previste dal contratto, come sistemare sdraio, ombrelloni e lettini, pulire la battigia e accompagnare i bagnanti agli ombrelloni. Oggi, questa pratica è molto più rara, visto che i lidi si sono dotati di figure appositamente assunte per queste attività. Inoltre, se un bagnino viene trovato a svolgere mansioni diverse dalla sorveglianza, la Capitaneria di Porto potrebbe applicargli una sanzione amministrativa.
Le conseguenze delle nuove normative
Le modifiche ai requisiti per ottenere e rinnovare il brevetto hanno reso più difficile diventare bagnino e continuare a esercitare questa professione. Le associazioni che si occupano di rilasciare i brevetti, come la SNS (Società Nazionale di Salvamento), la FISA (Federazione Italiana Salvamento Acquatico) e la FIN (Federazione Italiana Nuoto), hanno dovuto affrontare nuove sfide.
Raffaele Perrotta, presidente di FISA, spiega che il provvedimento, nato per impedire la creazione di monopoli nella formazione dei bagnini, ha finito per generare una disparità di trattamento tra gli operatori del settore. Il decreto prevede che l’organizzazione dei corsi e il rilascio dei brevetti siano subordinati alla presenza di almeno due tecnici SNaQ (Sistema Nazionale delle Qualifiche dei Tecnici Sportivi) di secondo livello, uno come docente e l’altro per svolgere gli esami.
Questa previsione ha avuto un effetto distorsivo, favorendo di fatto la sola FIN, che oltre a rilasciare i brevetti gestisce anche la formazione necessaria per ottenere la qualifica SNaQ. Le associazioni che non hanno queste figure internamente devono chiamarle da fuori a costi elevatissimi, che si sommano alle spese per l’affitto delle piscine, le visite mediche e le attrezzature.
Questa situazione sta avendo un impatto significativo sulle spiagge italiane, dove la presenza di bagnini qualificati è essenziale per garantire la sicurezza dei bagnanti.



