La vicenda che ha coinvolto Nicole Minetti e il compagno Giuseppe Cipriani entra in una nuova fase: dopo il parere favorevole della Procura generale di Milano alla richiesta di grazia, la coppia ha deciso di passare al contrattacco giudiziario. In una nota dei legali vengono confermate le prime istanze di risarcimento nei confronti di testate e trasmissioni che, secondo la difesa, avrebbero diffuso notizie non corrispondenti al vero.
Contenuto delle azioni legali
Gli avvocati di Minetti e Cipriani, Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi, hanno depositato istanze contro diverse testate e programmi televisivi. Oggetto delle contestazioni sono oltre cinquanta articoli pubblicati anche nelle edizioni online del Fatto Quotidiano e puntate di trasmissioni come È sempre Cartabianca e Report. I legali sostengono che molte delle informazioni diffuse non siano state confermate dai riscontri istruttori.
La cifra contestata e la destinazione dei fondi
Tra le richieste figura una domanda risarcitoria particolarmente rilevante: 250 milioni di euro avanzati nei confronti del Fatto Quotidiano. Cipriani e Minetti, secondo quanto riportato, intendono destinare ogni somma eventualmente ottenuta a organizzazioni internazionali che operano nell’ambito delle adozioni internazionali e della tutela dei minori adottati.
Le ragioni della coppia e il punto della Procura
I legali focalizzano le loro critiche su alcuni passaggi dell’inchiesta giornalistica che avrebbero riguardato l’adozione di un minore in Uruguay, la morte della avvocatessa che rappresentava il bambino e racconti su feste nel resort dell’imprenditore. La Procura generale di Milano, chiamata a verificare la fondatezza delle notizie dopo la richiesta del Quirinale, ha però confermato il parere favorevole alla grazia, dichiarando che gli accertamenti non hanno evidenziato elementi contrari al quadro probatorio già acquisito.
Il tema delle fonti
Nel dibattito pubblico è emersa anche la questione della credibilità delle fonti: il Fatto Quotidiano ha pubblicato testimonianze, tra cui quella di una massaggiatrice collegata alla tenuta di Punta del Este, mentre la Procura ha ritenuto che tali dichiarazioni non trovassero riscontro negli atti investigativi. Il direttore del sito, Peter Gomez, ha replicato sostenendo che le notizie erano state pubblicate con nomi e cognomi e che è curioso constatare la loro non veridicità senza aver sentito direttamente alcune fonti.
Reazioni pubbliche e conseguenze
Le iniziative legali non riguardano solo la stampa: è stata depositata una querela anche dal ministro della Giustizia per le affermazioni sulla sua presunta amicizia e partecipazione a eventi, elementi che lui e i legali smentiscono. Dal punto di vista processuale, la relazione della Procura generale è stata trasmessa al ministero della Giustizia e alla Presidenza della Repubblica, che mantiene la competenza finale sulla concessione della grazia.
Impatto sull’opinione pubblica
La disputa ha polarizzato commenti e editoriali: da un lato le difese di stampa a sostegno della libertà di informazione e dell’importanza di riportare testimonianze; dall’altro la richiesta di tutela da parte di Minetti e Cipriani per il danno reputazionale e per il presunto pregiudizio arrecato al minore coinvolto. Gli avvocati sottolineano che la misura del danno è anche legata al grave pregiudizio arrecato al minore, circostanza ritenuta centrale nella determinazione delle somme richieste.
Cosa succede ora
Le istanze risarcitorie sono soltanto l’inizio di una possibile lunga battaglia giudiziaria. Gli uffici legali annunciano che d’ora in poi «parleranno solo le carte bollate», lasciando alle aule giudiziarie la definizione delle responsabilità. Intanto, il dibattito mediatico continua, tra repliche dei giornali interessati e la decisione della Procura generale che, il 4 giugno 2026, ha ribadito l’assenza di elementi tali da compromettere il quadro probatorio già noto.
In questo scenario, la questione rimane duplice: da un lato il rispetto del diritto di cronaca e della verifica delle fonti; dall’altro la tutela della reputazione e dei diritti dei soggetti coinvolti, in particolare quando vi sono minori al centro delle ricostruzioni pubbliche. Le determinazioni giudiziarie future chiariranno se le richieste di risarcimento troveranno fondamento o se la controversia si risolverà in altri modi.
