Con l’arrivo dell’estate 2026, la tendenza delle creme solari fatte in casa ha visto un’impennata grazie ai tutorial sui social media. Tuttavia, dermatologi e allergologi lanciano un allarme: queste preparazioni casalinghe non offrono la protezione necessaria contro i raggi UV, mettendo a rischio la salute della pelle.
Ingredienti come olio d’oliva, burro di karité, olio di cocco e cera d’api sono spesso promossi come soluzioni naturali e sicure. Ma la realtà è ben diversa. Una crema solare efficace deve essere testata in laboratorio per garantire una protezione stabile contro i raggi UVA e UVB, qualcosa che le preparazioni casalinghe non possono offrire.
Perché le creme solari fai da te sono rischiose
Françoise Giordano, dermatologa dell’ospedale universitario di Tolosa, ha spiegato durante il Congresso francofono di allergologia che le creme solari fatte in casa non sono regolamentate né testate per l’efficacia come quelle commerciali. Questo significa che non possono garantire una protezione adeguata contro i danni solari.
Sui social media, i tutorial spesso accompagnano queste ricette con messaggi di sfiducia verso i prodotti industriali o teorie prive di fondamento scientifico. Questo crea un terreno fertile per la diffusione di informazioni errate, soprattutto quando a parlarne sono personaggi noti che raggiungono un pubblico vasto e non sempre in grado di distinguere un consiglio personale da un’indicazione medica.
Oli vegetali e filtri minerali: perché non bastano
Gli oli vegetali, come quelli di cocco e karité, possono rendere la pelle più morbida, ma non offrono una protezione efficace contro le radiazioni solari dannose. Il loro eventuale potere schermante è basso e non viene misurato con gli standard necessari per indicare un vero SPF (fattore di protezione solare).
Per quanto riguarda l’ossido di zinco e il biossido di titanio due filtri minerali usati anche nei prodotti in commercio, il discorso è diverso ma altrettanto delicato. Nelle preparazioni domestiche, queste polveri possono formare grumi e distribuirsi male nella crema, rendendo la protezione irregolare. Inoltre, le creme solari commerciali vengono testate per verificare la resistenza all’acqua, al sudore e al calore, qualcosa che le preparazioni casalinghe non possono garantire.
I rischi per la salute
Il rischio più immediato delle creme solari fai da te è la scottatura solare, che può causare arrossamento, dolore e, nei casi più gravi, vescicole. Ma ciò che preoccupa di più i medici è la falsa sicurezza che queste creme possono dare. Chi le usa potrebbe restare al sole più a lungo, pensando di essere protetto, mentre la pelle continua ad assorbire radiazioni dannose.
Uno studio statunitense pubblicato nel 2019 ha rilevato che circa il 70% delle ricette di creme solari fai da te diffuse online non offrono una protezione efficace. Questo dimostra quanto sia difficile, fuori da un laboratorio, preparare un prodotto davvero affidabile.
La prevenzione dei tumori cutanei passa attraverso regole ben note: evitare le ore centrali del giorno, cercare l’ombra, usare cappelli e indumenti adatti, e applicare prodotti con protezione UVA e UVB e con SPF almeno 30. Naturale non significa automaticamente sicuro, ricordano i medici. E quando si parla di sole, pelle e rischio oncologico, improvvisare non è mai una buona idea.



