Delegare online fino a due persone: guida alla piattaforma nazionale per i servizi pubblici

Una nuova soluzione nazionale permette di affidare a massimo due delegati l'accesso ai servizi online della pubblica amministrazione garantendo regole di sicurezza e protezione dei dati

Con l’aumento dei servizi pubblici disponibili online, dall’INPS al fascicolo sanitario elettronico e ai portali comunali, cresce la necessità di soluzioni che aiutino chi non ha dimestichezza con il digitale. Per rispondere a questo bisogno è stato approvato un provvedimento che introduce una piattaforma nazionale per la gestione delle deleghe digitali: uno strumento pensato per permettere a chiunque di designare persone di fiducia che possano agire al posto loro utilizzando SPID o la CIE. Il Garante per la privacy ha espresso parere favorevole sul decreto che disciplina la piattaforma, evidenziando l’importanza di garanzie sulla protezione dei dati.

Cosa significa poter delegare e quali servizi si possono usare

La novità principale è che ogni cittadino potrà autorizzare fino a due persone di fiducia ad accedere ai servizi digitali della Pubblica amministrazione a suo nome. Questo non si limita a consultazioni informali: con la delega si potrà, per esempio, consultare pratiche amministrative, interagire con l’INPS, inoltrare richieste di bonus o prestazioni previdenziali e gestire pratiche relative ai servizi comunali. Anche l’ambito sanitario digitale rientra tra le possibili attività, con le dovute precauzioni. In sostanza, la delega è uno strumento che consente a chi non possiede o non sa usare identità digitale e credenziali sicure di continuare a esercitare i propri diritti online con l’aiuto di un familiare o caregiver.

Esempi pratici di utilizzo

Immaginate una persona anziana che deve presentare una domanda all’INPS o verificare referti e appuntamenti sul fascicolo sanitario elettronico: grazie alla delega, un figlio o un caregiver può effettuare queste operazioni per suo conto, usando le proprie credenziali ma agendo in nome del delegante. La piattaforma nazionale registra e rende tracciabili queste autorizzazioni, così che ogni accesso sia verificabile. L’obiettivo è semplificare procedure che altrimenti richiederebbero spostamenti fisici o l’intervento di intermediari esterni, riducendo tempi e complicazioni burocratiche.

Chi può diventare delegato e chi resta escluso

Il decreto chiarisce chiaramente a chi è rivolto lo strumento: possono essere nominati come delegati soggetti di fiducia come figli, altri parenti, caregiver o persone vicine al nucleo familiare. Sono invece esclusi dalla disciplina i professionisti abilitati, come avvocati o commercialisti, a differenza di altri strumenti che possono prevedere rappresentanze formali. Questa scelta mira a evitare un uso improprio delle deleghe e a mantenere la finalità assistenziale dell’intervento: si tratta cioè di facilitare l’accesso dei non digitali ai servizi senza trasformare la delega in uno strumento di intermediazione professionale.

Limitazioni e meccanismi di tutela

Per prevenire abusi, la piattaforma prevede procedure chiare per la concessione e la revoca delle deleghe, nonché requisiti di sicurezza e controllo degli accessi. Ogni delega potrà essere registrata, verificata e revocata dal delegante in qualsiasi momento, con tracciamento degli accessi. Inoltre, la normativa stabilisce criteri tecnici e organizzativi per la gestione dei dati personali, così da garantire che l’autorizzazione non diventi fonte di rischio per la privacy del cittadino.

La piattaforma nazionale: sicurezza, regole e ambiti sensibili

Il sistema sarà sviluppato secondo specifiche tecniche e requisiti di sicurezza stabiliti dal decreto, con l’intento di offrire una soluzione uniforme e controllata su tutto il territorio. Il progetto fa parte degli interventi previsti dal PNRR per la digitalizzazione dei servizi pubblici e punta a integrare meccanismi di autenticazione esistenti come SPID e CIE. Per i servizi sanitari digitali, come il FSE 2.0, l’ecosistema dei dati sanitari (EDS) e la piattaforma nazionale di telemedicina, vengono invece applicate regole più stringenti: si tratta di ambiti in cui i dati trattati sono particolarmente sensibili e richiedono protezioni rafforzate e controlli dedicati.

Nel complesso, la nuova disciplina cerca un equilibrio tra semplicità d’uso e tutela della privacy: la piattaforma deve rendere possibile che chi è in difficoltà con il digitale continui a usufruire dei servizi pubblici senza rinunciare alla protezione dei propri dati. L’introduzione di limiti (massimo due delegati), di esclusioni mirate (professionisti) e di procedure di registrazione e revoca risponde all’esigenza di accompagnare la transizione digitale senza creare nuovi rischi per i cittadini.

Scritto da AiAdhubMedia

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