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11 Giugno 2026

Indagine sulla cabinovia Socrepes: coinvolta una dirigente del Mit

Una dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stata iscritta nel fascicolo della procura di Belluno per il filone relativo all'appalto della cabinovia Socrepes; sequestrati computer e cellulari e il ministro dei Trasporti ha espresso fiducia sul regolare operato degli uffici.

Indagine sulla cabinovia Socrepes: coinvolta una dirigente del Mit

La vicenda che riguarda gli interventi connessi alle Olimpiadi Milano-Cortina si è estesa fino al cuore della macchina del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il 11 giugno 2026 la procura di Belluno ha iscritto una dirigente del dicastero nel fascicolo aperto per il bando di realizzazione della cabinovia Apollonio-Socrepes ipotizzando il reato di concorso in turbativa d’asta. Contestualmente, gli investigatori hanno proceduto al sequestro di computer e telefoni cellulari in uso alla stessa dirigente, misura volta ad acquisire documentazione utile agli accertamenti.

Il filone d’indagine sulla cabinovia di Cortina e gli indagati

Al centro dell’inchiesta rimane l’appalto per l’impianto a fune che avrebbe dovuto collegare il centro di Cortina alle piste olimpiche. L’accusa sostiene che l’affidamento dell’opera sia avvenuto in condizioni che potrebbero non aver rispettato tutte le formalità previste dalla normativa sui contratti pubblici. Nel procedimento figurano già altri nomi, tra cui l’amministratore delegato di una società committente delle opere olimpiche, e il nuovo inserimento della dirigente del ministero amplia il raggio delle verifiche fino ai livelli tecnici dell’amministrazione. Gli investigatori hanno effettuato perquisizioni e acquisizioni in diverse città, coinvolgendo sedi aziendali e abitazioni degli indagati per ricostruire i passaggi relativi alla gara.

Elementi contestati sull’affidamento

Secondo la ricostruzione della procura, il progetto della cabinovia era parte del più ampio piano olimpico composto da numerose opere, ma non era classificato tra quelle essenziali per lo svolgimento delle gare. L’appalto prevedeva una componente pubblica e una privata, legata a una partnership per servizi accessori che non si è concretizzata. L’accertamento punta a verificare se vi siano state procedure accelerate o accordi che avvantaggiassero in modo non corretto il contraente esecutore rispetto alla concorrenza.

Il ruolo della dirigente del Mit e le ripercussioni politiche

La dirigente iscritta nel registro degli indagati ricopre incarichi di coordinamento all’interno della struttura tecnica di missione del Ministero e viene considerata figura di riferimento nel dossier infrastrutture. La sua posizione lavorativa e la vicinanza al ministro dei Trasporti hanno reso l’evento particolarmente sensibile, con immediata attenzione mediatica e politica. In una nota pubblica, il ministro ha sottolineato il valore del risultato organizzativo rappresentato dai Giochi e ha espresso fiducia nel fatto che le indagini chiariranno la piena legittimità degli atti compiuti dall’amministrazione.

Sequestro dei dispositivi e istruttoria

Il sequestro di computer e cellulari costituisce un atto consolidato nelle indagini che mirano a ricostruire le comunicazioni e i documenti relativi alle fasi di gara e all’affidamento. Gli accertamenti tecnici sui dispositivi avranno lo scopo di individuare scambi di informazioni, delibere, bozze di contratti o altre tracce utili a stabilire eventuali responsabilità. Si tratta di procedure che possono allargare o restringere il perimetro investigativo a seconda degli esiti delle analisi forensi e delle contestualizzazioni che emergeranno.

Il fascicolo aperto dalla procura di Belluno si concentra su elementi concreti: la tempistica delle decisioni, le modalità di selezione dell’operatore aggiudicatario e la documentazione amministrativa prodotta durante la gara. Gli esiti delle verifiche determineranno i passaggi successivi del procedimento, inclusa l’eventuale richiesta di ulteriori indagini o, al contrario, di archiviazione per chi dovesse risultare estraneo ai fatti contestati.

Impatto sull’immagine delle opere olimpiche e sulle parti coinvolte

La vicenda rilancia interrogativi sulle procedure che hanno accompagnato la realizzazione delle infrastrutture collegate alle Olimpiadi Milano-Cortina. Da un lato c’è la necessità di garantire trasparenza e rispetto delle regole negli appalti pubblici; dall’altro, c’è la preoccupazione per l’effetto d’immagine su un progetto presentato come biglietto da visita internazionale per il Paese. Le società coinvolte nella realizzazione delle opere e i vertici amministrativi ora chiamati in causa dovranno dimostrare la correttezza delle proprie scelte attraverso la documentazione prodotta agli inquirenti.

Per il momento, la indagine rimane aperta e focalizzata su fatti verificabili: l’iscrizione della dirigente nel registro degli indagati, il sequestro dei dispositivi e l’oggetto dell’appalto per la cabinovia Socrepes. I prossimi sviluppi dipenderanno dalla completa analisi delle evidenze acquisite e dalle eventuali nuove attività istruttorie disposte dalla procura.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.