Negli ultimi anni, i social media sono diventati un terreno fertile per la diffusione di informazioni sanitarie, spesso promosse da influencer che si presentano come esperti del benessere. Tuttavia, un fenomeno preoccupante sta emergendo: la creazione di influencer virtuali del benessere, generati con l’intelligenza artificiale, che promuovono prodotti e integratori senza alcuna base scientifica.
Questi avatar digitali, quasi indistinguibili da persone reali, utilizzano un linguaggio rassicurante e mostrano presunti risultati sorprendenti. Il loro obiettivo è guadagnare la fiducia degli utenti e spingerli all’acquisto di prodotti spesso inutili, se non addirittura pericolosi. Ma come riconoscere queste truffe e proteggersi?
Il fenomeno degli influencer virtuali del benessere
Gli influencer virtuali del benessere sono creati da agenzie specializzate che utilizzano l’intelligenza artificiale per generare volti realistici e contenuti convincenti. Questi avatar vengono rappresentati in studi medici impeccabili, con diplomi alle pareti e camici bianchi, per trasmettere un’immagine di autorevolezza e competenza.
Spesso, i video di questi influencer virtuali affermano che un integratore possa curare malattie renali o sostituire farmaci, dichiarazioni che sarebbero vietate nella pubblicità televisiva tradizionale. Tuttavia, online, queste affermazioni riescono ancora a circolare, sfruttando la rapidità con cui gli strumenti di AI consentono di creare nuovi contenuti.
Il caso di Pamela Wundrow
Un esempio emblematico è il caso di Pamela Wundrow, una donna di 71 anni che ha acquistato un integratore a base di moringa dopo aver visto numerose inserzioni online. Convinta che potesse alleviare i sintomi legati a una malattia autoimmune, lo ha assunto per mesi. Successivamente, il prodotto è stato richiamato dalle autorità sanitarie statunitensi dopo che la Food and Drug Administration (FDA) e i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) avevano collegato alcuni lotti a un focolaio di salmonella.
La vicenda evidenzia quanto sia facile affidarsi a messaggi pubblicitari che promettono risultati senza solide prove scientifiche. È impossibile stabilire un nesso diretto tra l’assunzione dell’integratore e il peggioramento delle condizioni di salute di Pamela, ma la storia serve come monito su quanto sia importante verificare le informazioni prima di prendere decisioni riguardanti la propria salute.
Come difendersi dalle fake promesse del wellness
Le principali piattaforme social sostengono di rimuovere i contenuti che diffondono informazioni sanitarie fuorvianti e, in alcuni casi, di etichettare quelli generati dall’intelligenza artificiale. Tuttavia, l’inchiesta mostra che diversi annunci ingannevoli sono rimasti online fino a quando non sono stati segnalati direttamente dai giornalisti.
Per questo, gli esperti invitano a mantenere un atteggiamento critico: diffidare delle promesse di guarigioni rapide, verificare sempre chi c’è realmente dietro un marchio, controllare se esistono studi scientifici indipendenti a supporto delle affermazioni e confrontarsi con il proprio medico prima di assumere integratori per trattare una condizione di salute.
Inoltre, è fondamentale prestare attenzione ai dettagli nei video e nei post degli influencer. Bandiere americane, quartieri residenziali o ambientazioni familiari possono aumentare la sensazione di autenticità, ma non devono essere considerati come garanzia di affidabilità. È importante ricordare che dietro queste immagini perfette possono nascondersi personaggi sintetici, creati appositamente per ingannare.
La verifica degli account e il ruolo di Meta Verified
Un altro aspetto preoccupante è la presenza di profili verificati su Instagram che promuovono integratori attraverso medici generati dall’intelligenza artificiale. La spunta blu Meta Verified, che dovrebbe garantire l’autenticità dell’account, non certifica l’autorevolezza delle dichiarazioni pubblicate. Questo sistema di verifica a pagamento richiede una procedura di conferma dell’identità del titolare, ma non impedisce l’impiego di personaggi inventati nei contenuti.
L’inchiesta ha documentato una rete di account con oltre cinque milioni di follower e 389 milioni di visualizzazioni, che sfruttano personaggi sintetici per diffondere affermazioni sanitarie prive di evidenze scientifiche adeguate. Questi account utilizzano link affiliati per guadagnare commissioni sugli acquisti, sfruttando la credibilità percepita della spunta blu.
È essenziale adottare un approccio critico e informato quando si navigano i social media, verificando sempre le informazioni e consultando professionisti sanitari qualificati prima di prendere decisioni riguardanti la propria salute.



