La sera del 10 giugno 2026 Barcellona è stata teatro di un evento che unisce architettura, fede e impegno sociale: Papa Leone XIV ha celebrato una messa solenne nella Sagrada Familia e ha benedetto dall’esterno la Torre di Gesùl’ultima e più alta delle torri ideate da Antoni Gaudínel centenario della sua morte. La basilica, già riconosciuta come luogo di importanza religiosa, si è riempita di fedeli mentre migliaia di persone seguivano la cerimonia dai maxischermi installati all’esterno.
L’evento è stato accompagnato da uno spettacolo di luci e cori: la croce che corona la torre proietta fasci luminosi sulla città, immagine che il Papa ha commentato evocando il valore simbolico della luce nell’opera di Gaudí. Alla celebrazione hanno partecipato il re Felipe VIla regina Letizia e il premier Pedro Sáncheza sottolineare il carattere istituzionale e nazionale della giornata.
Il messaggio del Papa nella messa e il richiamo alla pace
Durante l’omelia Leone XIV ha ribadito concetti già espressi nei giorni precedenti, pronunciando parole nette: «Non possiamo credere in Gesù e fare la guerra», ha detto, estendendo il richiamo contro la violenza alla protezione degli innocenti e all’assistenza ai più poveri e ai migranti. Il pontefice ha ricordato che la fede cristiana implica un impegno concreto verso chi soffre: non uccidere gli innocenti, non abbandonare chi fugge dalla miseria e offrire solidarietà ai più fragili.
Nel contesto della visita il Papa ha anche sottolineato il ruolo dell’arte sacra: la Sagrada Familia, con le sue pietre, i colori e la luce, è stata definita una «catechesi visiva», capace di parlare anche a chi non conosce il linguaggio teologico. La cerimonia ha voluto porre l’accento su come la bellezza e l’arte possano diventare canali di evangelizzazione.
Incontri e tappe precedenti della giornata
Prima della messa alla Sagrada Familia il Papa aveva visitato altre realtà della città: ha pregato davanti alla tomba di Gaudí nella cripta della basilica, si è fermato nel santuario di Montserrat per affidare il suo ministero alla Madonna patrona della Catalogna e ha incontrato detenuti nel carcere di Brians. Nella chiesa di San Agustí, nel quartiere del Raval, ha parlato con comunità di volontariato e con bambini, rispondendo anche a domande sulla vita quotidiana e sullo sport.
La torre, il cantiere e i dettagli architettonici
Con la benedizione della Torre di Gesù la Sagrada Familia è stata designata come la chiesa più alta del mondosuperando il duomo di Ulma. La croce in cima alla torre contiene all’interno la scultura dell’Agnus Deiopera affidata all’artista italiano Andrea Mastrovito. Nonostante il completamento dell’ultima torre, la basilica rimane un cantiere attivosono ancora da realizzare la Facciata della Gloria e la scalinata d’accesso, elementi che completano il progetto complessivo pensato da Gaudí.
Il vescovo che ha presieduto la liturgia ha ricordato come la Sagrada Familia non sia una celebrazione di primati architettonici fine a se stessa, ma uno strumento per «guidare i passi del popolo di Dio». L’opera, sebbene ora superi per altezza altri edifici sacri, conserva la dimensione di progetto spirituale e comunitario che Gaudí immaginò: un edificio concepito per raccontare i misteri della fede mediante lo spazio, la luce e il colore.
Momenti di forte valore simbolico
Tra i gesti che hanno colpito la platea vi è stata la consegna al Papa di un modello tattile della chiesa, con cui una bambina cieca ha potuto spiegare la struttura della Sagrada Familia attraverso il tatto. Questo episodio ha evidenziato l’attenzione verso forme di accessibilità e inclusione nella fruizione del patrimonio artistico. Inoltre, la cerimonia serale ha trasformato la croce in un faro visibile a distanza, simbolo di testimonianza e apertura verso il Mediterraneo.
La giornata ha inoltre avuto una dimensione civile: durante il suo soggiorno il Papa ha ribadito l’importanza dell’unità sociale, citando l’accoglienza che la Catalogna ha offerto a popolazioni straniere e invitando a costruire ponti di integrazione. La visita proseguirà con una tappa alle isole Canarie, dove il tema delle migrazioni rimane centrale nel dialogo pubblico.
Nel complesso, la celebrazione alla Sagrada Familia ha mescolato elementi religiosi, artistici e civili: la benedizione della torre e le parole del pontefice hanno voluto essere un richiamo alla pace, all’inclusione e al valore della bellezza come strumento di incontro e testimonianza della fede.



