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24 Luglio 2026

Liste d’attesa sanitarie: i dati 2026 e le parole del ministro Schillaci

Nel 2026 si registrano miglioramenti nelle liste d'attesa sanitarie, ma persistono disuguaglianze tra le regioni. Scopri i dettagli e le parole del ministro della Salute

Liste d'attesa sanitarie: i dati 2026 e le parole del ministro Schillaci

Nel primo semestre del 2026, il sistema sanitario italiano ha fatto passi avanti significativi nella riduzione delle liste d’attesa per visite ed esami. Secondo i dati dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate hanno erogato oltre 1,6 milioni di prestazioni in più rispetto allo stesso periodo del 2026.

Questo miglioramento è evidente nei dati sulle prime visite, salite al 78,5% rispetto al 76,4% dell’anno precedente, e sugli esami diagnostici, passati dall’82,8% all’84,6%. Tuttavia, nonostante questi progressi, rimangono alcune criticità, con circa 2,8 milioni di italiani che hanno dovuto attendere più del previsto per una visita o un esame.

Le differenze regionali e le prestazioni più critiche

Le performance variano significativamente tra le diverse regioni italiane. La Liguria e la Lombardia hanno registrato i miglioramenti più sostanziali, rispettivamente con un +19,7% e un +9,5%. Al contrario, la Provincia Autonoma di Trento e la Sicilia hanno visto arretramenti marcati, con un -8,4% e un -7,5%. La Basilicata si distingue per le prestazioni migliori nelle prime visite, con il 98,9% delle visite effettuate nei tempi di garanzia.

Per quanto riguarda gli esami diagnostici, alcune prestazioni urgenti come colonscopie, elettromiografie e risonanze magnetiche dell’addome superano ancora i tempi previsti. Le liste d’attesa per le prestazioni programmate possono raggiungere oltre 300 giorni, nonostante il termine di garanzia sia di 120 giorni.

La sanità privata in crescita e le sfide future

Parallelamente ai progressi del servizio sanitario pubblico, la sanità privata continua a crescere. Secondo un report di Mediobanca, nel 2026 il settore ha registrato un aumento del 3,7%, trainato principalmente dall’assistenza agli anziani e dalla diagnostica. I ricavi complessivi dei principali operatori sanitari privati hanno raggiunto i 13,4 miliardi di euro, con un incremento del 5,5% rispetto al 2026.

La crescita della sanità privata è influenzata dal progressivo invecchiamento della popolazione e dalle difficoltà di accesso alle cure nel settore pubblico. Quasi una persona su dieci ha rinunciato a prestazioni sanitarie nel 2026 a causa delle liste d’attesa o per motivi economici. Questo ha contribuito a far crescere la spesa sanitaria privata, che ha raggiunto quasi 78 miliardi di euro nel 2026.

Le parole del ministro Schillaci e le prospettive future

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha espresso soddisfazione per i progressi fatti, sottolineando che la legge per il contrasto delle liste d’attesa, entrata in vigore nel 2026, sta dando i suoi frutti. Tuttavia, ha evidenziato la necessità di lavorare per ridurre le disuguaglianze tra le regioni.

“Credo che la strada che abbiamo intrapreso due anni fa con la legge sia quella giusta e abbiamo instaurato una sana competizione tra le Regioni”, ha dichiarato Schillaci. “Il dato che mi piace di meno è questa disuguaglianza nell’offerta e nella presa in carico dei pazienti tra Regione e Regione: su questo bisogna lavorare.”

Il ministro ha anche sottolineato l’importanza di avere un metodo scientifico per misurare le performance della sanità pubblica e delle liste d’attesa, un strumento che permette di migliorare se c’è la volontà.

Autore

Luca Bellini

Luca Bellini proviene dalle cucine torinesi: dopo una decisione professionale presa davanti al mercato di Porta Palazzo ha lasciato il lavoro in brigata per il giornalismo gastronomico. In redazione difende ricette tradotte in chiave contemporanea, porta la firma su inchieste su mercati rionali e conserva la collezione di ricettari della nonna.