Negli ultimi decenni, l’umanità ha compiuto passi da gigante nella lotta contro la mortalità prematura. Tuttavia, un nuovo studio rivela un paradosso preoccupante: viviamo più a lungo, ma trascorriamo sempre più anni in cattive condizioni di salute. Questo fenomeno, noto come divario di morbilità è emerso chiaramente da un’analisi condotta dall’Università di Washington.
Tra il 1990 e il 2026, l’aspettativa di vita globale è passata da 64,6 a 73,8 anni, mentre gli anni vissuti in buona salute sono aumentati da 55,9 a 63,1 anni. Il risultato è che oggi trascorriamo in media 10,7 anni in cattiva salute, quasi due in più rispetto al 1990. Questo divario non riguarda solo gli anziani, ma si estende lungo tutto l’arco della vita adulta.
Il divario di morbilità nei Paesi ad alto reddito
I Paesi con un indice sociodemografico più alto, come gli Stati Uniti, l’Australia e il Canada, presentano i divari di morbilità più ampi. Negli Stati Uniti, ad esempio, il divario è di 14 anni, seguito dall’Australia con 13,9 anni e dal Canada con 13,7 anni. Anche l’Italia non è esente da questa tendenza, con un divario di 11,8 anni nel 2026.
Al contrario, i Paesi con un indice sociodemografico più basso, come Nauru e le Isole Salomone, presentano divari minori, ma solo perché l’aspettativa di vita complessiva è inferiore. Questo suggerisce che il progresso medico e igienico ha permesso di sopravvivere a eventi che un tempo erano fatali, ma spesso con conseguenze sulla salute.
Le malattie croniche alla radice del problema
Oltre la metà degli anni vissuti in cattiva salute sono causati da un gruppo relativamente piccolo di malattie croniche, spesso non mortali. I disturbi muscoloscheletrici in particolare il mal di schiena, sono i principali responsabili, seguiti da disturbi mentali come depressione e ansia, e da patologie degli organi di senso, come la perdita dell’udito.
Queste condizioni sono spesso legate a fattori di rischio prevenibili, come la glicemia alta, il sovrappeso, la malnutrizione infantile e materna, il fumo e l’inquinamento atmosferico. Nei Paesi più ricchi, l’obesità e il diabete sono tra i principali colpevoli, mentre nei Paesi più poveri pesano ancora molto la malnutrizione e l’inquinamento atmosferico.
Il paradosso di genere: le donne vivono più a lungo, ma con più anni di malattia
Le donne vivono più a lungo degli uomini, ma trascorrono anche più anni in cattive condizioni di salute. Nel 2026, le donne hanno affrontato in media 12,1 anni di malattia contro i 9,3 degli uomini. Questo fenomeno, noto come paradosso della salute di genere è stato osservato in tutte le regioni del mondo.
Per affrontare questa sfida, gli esperti chiedono una rivoluzione nei sistemi sanitari. Non basta ridurre la mortalità, bisogna estendere l’healthspan ovvero la durata della salute. Questo significa investire massicciamente in prevenzione, riabilitazione, servizi per la salute mentale e tecnologie assistive. Perché se la longevità è un traguardo, la salute è il premio. E al momento, siamo ancora troppo lontani dal podio.



