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31 Luglio 2026

Melanoma e sole: la verità dietro le affermazioni controversie

Un dibattito accende la comunità scientifica: l'abbronzatura è davvero un segno di salute? Scopri cosa dicono gli esperti e perché la protezione solare è fondamentale.

Melanoma e sole: la verità dietro le affermazioni controversie

L’arrivo dell’estate porta con sé il desiderio di un’abbronzatura dorata, ma cosa dice realmente la scienza sull’esposizione al sole? Recentemente, un video pubblicato da Debora Rasio, medico oncologo, ha scatenato una vivace discussione, mettendo in dubbio la nocività dei raggi UV e la necessità delle creme solari.

Le affermazioni della dottoressa Rasio, che suggeriscono che il sole non causa il melanoma e che le creme solari potrebbero persino aumentare il rischio di tumori cutanei, hanno suscitato forte preoccupazione tra gli esperti. La comunità scientifica, in particolare i dermatologi e gli oncologi, ha risposto con fermezza, sottolineando l’importanza della protezione solare e i rischi legati all’esposizione ai raggi UV.

Il parere degli esperti: i raggi UV sono cancerogeni

Paolo Ascierto, oncologo di fama internazionale e presidente della Fondazione Melanoma, ha ribadito che i raggi ultravioletti penetrano nelle cellule cutanee, causando mutazioni genetiche che possono portare a tumori della pelle. Le scottature, in particolare, raddoppiano il rischio di sviluppare un melanoma, soprattutto se avvengono in età infantile o giovanile.

La Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (Sidemast) ha definito le affermazioni di Rasio come mistificazione e follia sottolineando che i raggi UV sono classificati come cancerogeni certi per l’uomo. La fotoprotezione, quindi, rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione.

Lo studio citato e il paradosso della crema solare

Nel suo video, Debora Rasio ha citato uno studio basato sui dati della UK Biobank, che suggeriva un apparente aumento di tumori della pelle tra chi utilizza più frequentemente le creme solari. Tuttavia, gli autori dello studio hanno chiarito che questo dato è un paradosso e non indica un rapporto di causa ed effetto. Le persone che utilizzano più spesso le creme solari tendono a esporsi maggiormente al sole, e la pelle chiara è un fattore di rischio sia per i tumori cutanei che per l’uso di protezioni solari.

Steven Paul Nistìcò, direttore della scuola di specializzazione in Dermatologia della Sapienza Università di Roma, ha spiegato che questo fenomeno è simile a un paziente che assume un antiaritmico perché ha un’aritmia, ma resta comunque più a rischio di infarto rispetto a chi non ha l’aritmia. La crema solare non causa il tumore, ma segnala chi ha già un rischio maggiore.

Le linee guida europee e la prevenzione del melanoma

Le linee guida europee aggiornate a maggio 2026, pubblicate sull’European Journal of Cancer, attribuiscono ai raggi ultravioletti fino al 95% dei carcinomi cheratinocitari. La fotoprotezione è indicata come cardine della prevenzione primaria. Le raccomandazioni includono l’uso di abbigliamento protettivo e l’ombra, con la crema solare come terza misura, da applicare sulle aree non coperte dai vestiti quando l’esposizione non può essere evitata.

La vitamina D, spesso citata come beneficio dell’esposizione solare, non ha mostrato effetti significativi nella prevenzione dei tumori cutanei in uno studio su oltre 36mila donne in postmenopausa.

L’abbronzatura non è un segno di salute, ma una risposta di difesa della pelle a un’aggressione esterna. La prevenzione, basata su decenni di dati scientifici, è fondamentale per proteggere la nostra pelle e la nostra salute.

Autore

Luca Bellini

Luca Bellini proviene dalle cucine torinesi: dopo una decisione professionale presa davanti al mercato di Porta Palazzo ha lasciato il lavoro in brigata per il giornalismo gastronomico. In redazione difende ricette tradotte in chiave contemporanea, porta la firma su inchieste su mercati rionali e conserva la collezione di ricettari della nonna.