Un caso di violenza che ha scosso l’opinione pubblica e suscitato forte indignazione. A Torino, un uomo di 42 anni, originario del Bangladesh, è stato scarcerato dopo solo due notti in carcere per aver abusato di una 13enne in un minimarket di Madonna di Campagna, periferia nord della città. La decisione del Gip di liberare l’aggressore, nonostante le gravi accuse, ha scatenato una polemica politica e sociale.
La vicenda è emersa quando la giovane vittima, dopo aver subito l’abuso, è riuscita a chiamare la madre e un amico che l’ha accompagnata in ospedale. Le telecamere di sicurezza del negozio hanno registrato l’accaduto, rivelando un altro episodio di violenza commesso dallo stesso uomo pochi minuti prima, ai danni di una donna adulta. Nonostante queste prove schiaccianti, il Gip ha deciso di non convalidare il fermo, liberando l’aggressore con l’obbligo di firma.
Le motivazioni del Gip e la reazione del governo
Il giudice per le indagini preliminari ha motivato la sua decisione sostenendo che l’uomo ha mostrato resipiscenza ha collaborato con le autorità consegnando i filmati delle telecamere e ha espresso dispiacere per quanto accaduto. Secondo il Gip, il trauma dell’arresto potrebbe essere un deterrente sufficiente per evitare ulteriori reati. Tuttavia, questa decisione ha suscitato forte critica da parte del governo e dell’opinione pubblica.
La premier Giorgia Meloni ha espresso la sua indignazione, affermando che è difficile lavorare sulla sicurezza con sentenze di questo tipo. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha inviato ispettori al tribunale di Torino per effettuare verifiche, pur ribadendo il rispetto per l’autonomia della magistratura. Anche il vicepremier Matteo Salvini ha rilanciato la proposta della castrazione chimica per i colpevoli di reati sessuali.
Le proteste e le reazioni politiche
Davanti alla questura di Torino si è svolto un presidio promosso dai rappresentanti di Fratelli d’Italia, con slogan come chiudiamo il pedomarket. Anche i parlamentari del Pd in commissione Femminicidio hanno definito il caso molto grave mentre il M5S ha promesso un’interrogazione. Le consigliere laiche del Csm, Claudia Eccher e Isabella Bertolini, hanno annunciato la possibilità di aprire una pratica per valutare la professionalità del magistrato coinvolto.
La vicenda ha messo in luce le tensioni tra la necessità di garantire la sicurezza e il rispetto per l’autonomia della magistratura. Mentre le indagini continuano, l’opinione pubblica chiede giustizia per la giovane vittima e misure più severe per prevenire simili episodi in futuro.



