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1 Settembre 2026

Proteggere l’ambiente: un dovere di fede e responsabilità collettiva

Scopri come la fede cristiana si unisce alla lotta per la giustizia climatica e le azioni concrete per proteggere l'ambiente in Africa

Proteggere l'ambiente: un dovere di fede e responsabilità collettiva

Ogni anno, il 1° settembre, il mondo celebra la Giornata per la custodia del creato un momento di riflessione e azione per la protezione del nostro pianeta. In questa occasione, padre Peter Konteh, presidente dell’Unione regionale dei sacerdoti dell’Africa occidentale (URPAO/RUPWA), ha sottolineato l’importanza di coniugare la promozione della giustizia climatica con azioni concrete nelle comunità locali.

La Terra, descritta da papa Francesco come la nostra casa comune è oggi minacciata da una crisi ambientale che provoca sofferenza alle generazioni future. Le problematiche ambientali non sono più un problema riservato a scienziati ed esperti, ma colpiscono direttamente la maggior parte dei paesi africani, con inondazioni, siccità e altri fenomeni climatici devastanti.

Le conseguenze della crisi climatica in Africa

Padre Konteh, che è anche direttore esecutivo di Caritas Freetown in Sierra Leone, ha descritto le gravi conseguenze della crisi climatica in Africa. Gravissime e ripetute inondazioni distruttive, siccità prolungate, tempeste violente, caldo insopportabile, incendi boschivi, innalzamento del livello del mare, erosione costiera e perdita dei raccolti stanno sconvolgendo la vita e i mezzi di sussistenza delle famiglie.

Questi fenomeni stanno causando l’esodo di intere comunità, con molti che perdono la casa e gli agricoltori che vedono svanire le loro fonti di reddito. Le comunità povere e vulnerabili, che contribuiscono di meno alla crisi climatica, sono quelle che ne subiscono le conseguenze più gravi.

Le cause del degrado ambientale

Tra le principali cause del degrado ambientale in Africa, padre Konteh ha evidenziato il processo di deforestazione l’attività mineraria incontrollata lo smaltimento inadeguato dei rifiuti e la distruzione delle aree umide. Queste scelte umane, spesso dettate dal profitto a breve termine, stanno compromettendo il benessere delle generazioni future.

Per chi si professa cristiano, la protezione dell’ambiente è anche una questione di fede. Dio ha affidato il creato all’umanità non per lo sfruttamento e la distruzione, ma perché fosse coltivato, protetto e tramandato responsabilmente. La cura dell’ambiente è un dovere morale e spirituale oltre che una responsabilità politica, sociale e scientifica.

Le azioni concrete per la protezione dell’ambiente

Padre Konteh ha esortato i governi ad adottare misure concrete per affrontare la crisi ambientale. Tra queste, l’applicazione delle leggi ambientali gli investimenti nelle energie rinnovabili il miglioramento dei sistemi di drenaggio la protezione delle foreste e delle zone costiere e il rafforzamento della preparazione alle calamità naturali.

Ha inoltre incoraggiato le comunità religiose, le scuole, le organizzazioni giovanili e i gruppi della società civile a collaborare per promuovere la responsabilità ambientale. L’Africa, ha sottolineato, non deve aspettare che siano gli altri a proteggere il suo ambiente.

Il grido della terra non può essere separato dal grido dei poveri come ha ricordato padre Peter citando la Laudato sì l’enciclica di papa Francesco sulla cura della casa comune. La protezione dell’ambiente è un impegno che riguarda tutti, e che richiede azioni concrete e immediate per salvare il nostro pianeta.

Autore

Luca Bellini

Luca Bellini proviene dalle cucine torinesi: dopo una decisione professionale presa davanti al mercato di Porta Palazzo ha lasciato il lavoro in brigata per il giornalismo gastronomico. In redazione difende ricette tradotte in chiave contemporanea, porta la firma su inchieste su mercati rionali e conserva la collezione di ricettari della nonna.