Christopher Nolan, con il suo ultimo film Odissea ci offre una rilettura moderna e psicologica del mito di Ulisse. Il film, che ha già raggiunto incassi record, è un viaggio complesso tra colpa e redenzione, dove il protagonista deve affrontare le conseguenze delle sue azioni.
Nolan non si limita a raccontare la storia di Ulisse, ma la arricchisce di significati profondi e attuali. Il film è un commento sul presente, una riflessione sulla violazione dei patti di fiducia e lealtà reciproca che porta alla distruzione di Troia, metafora delle vere violazioni del diritto internazionale che stanno portando alla fine dell’ordine mondiale per come lo abbiamo conosciuto.
La colpa e il trauma di Ulisse
Il viaggio di Ulisse rappresenta la maturazione della sua consapevolezza di aver violato la legge non scritta che reggeva il mondo antico. Con l’inganno del cavallo di Troia, Ulisse ha causato la fine di un’epoca, e ora deve convivere e superare il trauma del massacro compiuto dai greci contro i troiani, di cui si sente responsabile.
Nolan identifica i greci di ritorno dalla spedizione a Troia con i popoli del mare i cui attacchi nel Mediterraneo, secondo alcune teorie, causarono un collasso della civiltà intorno al 1200 a.C. Questo è un commento evidente sul presente, una riflessione sulle conseguenze delle nostre azioni e sulla responsabilità che abbiamo verso il mondo che ci circonda.
La teoria della mente bicamerale
Una delle interpretazioni più affascinanti del film è quella legata alla teoria della mente bicamerale introdotta dallo psicologo sperimentale Julian Jaynes nel 1976. Secondo questa teoria, nell’antichità gli esseri umani non possedevano una coscienza introspettiva. Per pensare i propri pensieri, l’emisfero destro ‘diceva’ cosa fare tramite allucinazioni uditive, e l’emisfero sinistro eseguiva. Queste ‘voci’, che in realtà sarebbero i pensieri, venivano attribuite agli dei.
In Odissea, Ulisse sente i propri pensieri nella forma della voce di Atena e la immagina accanto a sé con le sembianze di Cassandra. I mostri e le creature del suo viaggio sono rappresentazioni allegoriche di un percorso interiore di superamento del trauma e di presa di coscienza delle proprie azioni. Quando alla fine parla con Penelope ed elabora per la prima volta ad alta voce questi pensieri, smette di vedere Atena.
La tecnica e l’estetica del film
Odissea è un film tecnicamente perfetto, con una durata di quasi tre ore e girato in IMAX 70mm. Nolan offre un taglio classico imbevuto d’innesti moderni, con miriadi di piccole trovate estetiche. Il racconto procede per flashback, con un montaggio ricchissimo di effetto visivo e soprattutto sonoro.
Il cast offre il proprio massimo, con attori come Matt Damon, Anne Hathaway e Robert Pattinson che interpretano i personaggi principali. Samantha Morton, nel ruolo di Circe, offre una performance particolarmente notevole, con uno sguardo sfalsato verso l’inganno putrido dei suini, l’arte manipolatoria e un fascino scomposto in disagio.
Il film ha già incassato 11,85 milioni di euro in Italia e 264 milioni di dollari nel mondo, recuperando già tutto il suo budget. Chissà se arriverà al miliardo globale, e chissà se gli spettatori andranno più per ritrovare una storia conosciuta e riscritta da un grande del cinema contemporaneo, o lo guarderanno soltanto per l’eco sul film del momento.



