Il Consiglio dei Ministri convocato il 26 agosto 2026 ha deciso di prolungare lo sconto sulle accise applicato al gasolio: la riduzione di 17 centesimi al litro rimarrà in vigore fino al 5 settembre 2026. La misura, finanziata con circa 130 milioni di euro è pensata per attenuare l’aumento dei costi nei giorni del controesodo estivo e dare respiro ad automobilisti e imprese che si confrontano con prezzi alla pompa ai massimi storici.
Meccanismo di copertura e intervento sulle grandi compagnie energetiche
Per reperire le risorse necessarie, l’esecutivo ha introdotto un meccanismo di acconto fiscale sui dividendi anticipati dalle società del settore energetico, una misura che secondo il testo di bozza verrebbe fissata al 39%. Questo acconto genererebbe per le aziende coinvolte un corrispondente credito d’imposta una soluzione concordata con i gruppi interessati e che, stando alle indicazioni governative, coinvolgerà in particolare realtà di grandi dimensioni del comparto. Il meccanismo è distinto da altri accordi fiscali già sperimentati in passato e non è riconducibile alla questione degli extraprofitti come oggetto diretto della tassazione straordinaria.
La scelta tecnica di utilizzare un acconto sui dividendi risponde all’urgenza di copertura economica per la proroga e alla necessità politica di trovare uno strumento compatibile con i vincoli di bilancio. Resta aperto il dibattito sulla sua portata finanziaria e sulle modalità concrete di applicazione verso i singoli gruppi.
Decreto e altri provvedimenti collegati
Oltre al capitolo carburanti, lo stesso Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legato alla continuità operativa di impianti considerati strategici a livello nazionale, una decisione che integra le priorità dell’ordine del giorno e attesta l’ampiezza degli interventi in ambito energetico e industriale discussi in seduta.
Effetti sui prezzi e stima dell’impatto estivo
I dati raccolti per il periodo estivo mostrano un impatto economico significativo per le famiglie: la spesa per i rifornimenti nei mesi centrali delle vacanze è risultata mediamente superiore rispetto all’anno precedente, con una stima di maggior costo complessivo fino a 1,8 miliardi di euro nei soli luglio e agosto 2026. Le rilevazioni indicano prezzi alla pompa medi di circa 2,01 euro al litro per la benzina e 2,13 euro al litro per il gasolio in modalità self, con punte più alte sulle autostrade.
Secondo le analisi, senza l’intervento dello sconto sulle accise il prezzo del gasolio avrebbe potuto superare i 2,30 euro al litro con un incremento stimato di circa 8,50 euro per un pieno da 50 litri. Per i consumatori la misura ha quindi rappresentato un sollievo tangibile, specie per chi usa veicoli diesel per lavoro o per lunghi spostamenti.
Tensione politica: posizioni dei partiti e proposte alternative
Il dibattito in seno alla maggioranza e tra i partiti di opposizione è stato acceso. Alcuni esponenti dell’esecutivo hanno chiesto rapidità nell’adozione di misure strutturali e mirate, orientate a sostenere i ceti più deboli il ceto medio e le imprese più esposte. Al contempo sono emerse richieste di ricorrere a strumenti diversi: dalla proposta di aumentare il deficit con uno scostamento di bilancio fino a 20 miliardi, all’ipotesi di imporre contributi straordinari sulle plusvalenze settoriali.
Le opposizioni hanno contestato l’efficacia dello sconto, definendolo in alcuni casi un rimedio insufficiente rispetto all’ondata di aumenti che ha interessato carburanti e inflazione. Le critiche hanno toccato anche il tema della responsabilità fiscale dei grandi operatori: c’è chi invoca misure più dure per chi ha registrato utili elevati negli ultimi anni, chi invece avverte dei rischi di interventi in contrasto con gli equilibri di mercato.
Confronto europeo e possibilità di tassazione degli extraprofitti
A livello sovranazionale è stata sollevata l’idea di un confronto tra Paesi sull’opportunità di tassare gli extraprofitti generati dalle compagnie dell’energia. La Commissione europea ha chiarito in passato che la decisione resta nella competenza degli Stati membri, lasciando aperta la pista di iniziative nazionali coordinate o autonome.
Normative parallele: bonus carburanti per l’agricoltura
In ambito agricolo esiste un intervento distinto: le imprese agricole possono richiedere un credito d’imposta pari al 20% delle spese sostenute per carburanti tra il 1° marzo e il 31 maggio 2026, con un tetto massimo di 50.000 euro per impresa. Le domande vanno presentate entro il 30 settembre 2026 tramite il portale dedicato, e il rimborso è soggetto alle disponibilità del fondo complessivo stanziato per la misura.
Questo intervento mirato per il settore agricolo sottolinea come le politiche sui carburanti stiano assumendo più tracce: da provvedimenti di breve respiro per contenere i prezzi alla pompa, a strumenti settoriali volti a sostenere attività produttive particolarmente dipendenti dal gasolio.



