La Città della salute e della Scienza rappresenta un esempio virtuoso di sostenibilità e risparmio energetico. Il nuovo complesso, classificato come Nearly Zero Energy Building (NZEB) è progettato per minimizzare i consumi e le spese di gestione, adottando soluzioni innovative e tecnologie avanzate.
L’obiettivo è chiaro: ridurre l’impatto ambientale e i costi operativi attraverso un approccio integrato che coinvolge l’intero ciclo di vita dell’edificio. Scopriamo insieme le strategie adottate per raggiungere questi traguardi.
Energia solare e produzione autonoma
Uno degli elementi chiave del progetto è l’ampio utilizzo di pannelli fotovoltaici. Quasi ogni spazio sui tetti degli edifici è occupato da moduli fotovoltaici, per un impianto di potenza considerevole: 2,305 megawatt. Questo sistema è in grado di generare quasi 3 milioni di chilowattora all’anno, coprendo il 39,4% del fabbisogno elettrico totale del complesso.
Oltre all’energia elettrica, il complesso sfrutta anche pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, coprendo il 77,7% del fabbisogno. Questi sistemi contribuiscono significativamente alla autonomia energetica dell’edificio, riducendo la dipendenza dalle fonti esterne.
Sistemi di riscaldamento e raffrescamento efficienti
Per garantire il comfort termico in tutte le stagioni, il complesso utilizza tre diversi impianti termici, secondo un criterio di ridondanza. Questi includono una pompa di calore ad alimentazione elettrica, un impianto di cogenerazione e una caldaia a metano. La superficie utile da riscaldare d’inverno e raffrescare d’estate è di 147.491 metri quadri.
L’intero involucro dell’edificio è coibentato, con particolare attenzione alle pareti perimetrali in pannelli prefabbricati, che hanno uno spessore di 38,25 centimetri. Di questi, 31,50 centimetri sono costituiti da tre strati isolanti: lana minerale, lana di roccia e lana di vetro. Inoltre, tutti gli infissi sono a taglio termico con vetri ad alto isolamento, per minimizzare le dispersioni di calore.
Gestione sostenibile dell’acqua
Il risparmio energetico non è l’unico obiettivo del progetto. Anche la gestione dell’acqua è stata ottimizzata per ridurre gli sprechi. Nel complesso sono state realizzate tre vasche di recupero dell’acqua piovana, con una capacità totale di 495 metri cubi. Queste vasche garantiscono l’autonomia per 2.000 utenti per 5 giorni e sono utilizzate per i servizi igienici.
Oltre a queste, sono previsti altri due gruppi di vasche da 800 e 1.400 metri cubi per il recupero dell’acqua a uso irriguo. Per compensare il prelievo idrico, è stata realizzata anche una nuova vasca idropotabile nell’area del parco a ovest, con una portata di 3 litri al secondo e una profondità di circa 100 metri.
La Città della Salute e della Scienza rappresenta un modello di sostenibilità e innovazione dimostrando come sia possibile coniugare efficienza energetica, comfort e rispetto per l’ambiente. Un esempio che potrebbe ispirare altri progetti simili in futuro.



