In Sardegna si sta delineando una riorganizzazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale che potrebbe avere conseguenze significative per la provincia di Oristano. Il consigliere regionale Emanuele Cera di Fratelli d’Italia, ha presentato un’interrogazione urgente alla presidente della Regione Alessandra Todde e all’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus esprimendo preoccupazione per un possibile depotenziamento del dipartimento oristanese.
Oristano, cuore pulsante dell’agricoltura, della zootecnia, della pesca e dell’acquacoltura regionale, potrebbe vedere indebolito uno dei suoi presidi scientifici e diagnostici più importanti. Cera ha sottolineato che la sede di Oristano non è un semplice laboratorio, ma un baluardo sanitario che garantisce diagnosi tempestive, sorveglianza epidemiologica, sicurezza alimentare e supporto scientifico in caso di emergenze sanitarie.
Le criticità della riorganizzazione
Secondo quanto segnalato da Cera, la riorganizzazione potrebbe comportare il trasferimento o la soppressione di importanti attività laboratoristiche attualmente svolte nella sede di Oristano. Questo rischierebbe di trasformare il laboratorio in un semplice punto di raccolta campioni, allungando i tempi delle analisi, aumentando i costi e riducendo l’efficienza del sistema di prevenzione.
La situazione è particolarmente critica in un momento in cui la Sardegna deve fare i conti con la diffusione di patologie virali che interessano gli animali e possono colpire anche l’uomo. Un indebolimento del presidio oristanese metterebbe in difficoltà migliaia di allevatori, agricoltori, veterinari e operatori del settore agroalimentare.
Il laboratorio di ittiopatologia in pericolo
Tra le attività a rischio c’è anche il laboratorio di ittiopatologia un presidio altamente specialistico che svolge un ruolo cruciale per il controllo delle patologie della fauna acquatica. Il trasferimento di questo laboratorio potrebbe compromettere la capacità di prevenzione e controllo delle malattie, arrecando un grave danno alle imprese della pesca e dell’acquacoltura della provincia di Oristano.
Le richieste di chiarezza
Cera ha chiesto alla Regione di fare chiarezza sulla riorganizzazione, spiegando sulla base di quali studi e valutazioni tecniche si intenda privare il territorio di un presidio strategico. Il consigliere ha anche sollecitato l’assessore Agus a intervenire, sottolineando che la difesa del laboratorio non riguarda solo la tutela di posti di lavoro, ma la capacità della Sardegna di prevenire emergenze sanitarie, proteggere il patrimonio zootecnico e garantire la qualità delle produzioni agroalimentari.
Con l’interrogazione depositata, Cera ha chiesto alla presidente Todde e all’assessore Agus di sospendere qualsiasi iniziativa di depotenziamento, fare piena luce sul progetto di riorganizzazione e aprire un confronto con il personale dell’Istituto, gli enti locali, gli allevatori, le organizzazioni agricole e il comparto della pesca e dell’acquacoltura. Fratelli d’Italia ha dichiarato che non farà alcun passo indietro nella difesa di un presidio strategico per la sicurezza sanitaria, alimentare ed economica della provincia di Oristano e dell’intera Sardegna.



