Nel 2026 lo Stato ha previsto diverse misure di sostegno per categorie specifiche: i giovani in fase di autoimpiego, le madri con più figli e le famiglie a basso Isee che hanno bisogno di credito per la spesa. Tuttavia, le procedure di accesso si sono dimostrate più complesse del previsto, generando continui blocchi e contestazioni.
Questo articolo analizza nel dettaglio ciascuna misura, riporta i motivi dei ritardi e spiega passo per passo come verificare lo stato della propria domanda e, se necessario, presentare un riesame.
Il bonus per i giovani sotto i 35 anni: 500 € al mese
Il Bonus giovani è stato introdotto con l’articolo 21, comma 3, del decreto Coesione. Prevede un contributo di 500 euro al mese erogabile per un massimo di 36 mesi, fino al 31 dicembre 2028. Possono accedere coloro che, al momento dell’avvio dell’attività (creazione di impresa o partita IVA) tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, erano disoccupati e avevano meno di 35 anni.
Le richieste sono state chiuse dall’INPS a giugno, ma circa 5.000 pratiche sono state respinte. Di queste, più di 3.000 rigetti sono dovuti alla verifica dello stato di disoccupazione. L’INPS afferma che la decisione non è basata su algoritmi decisionali, ma su una consultazione delle banche dati ufficiali, in particolare quella del Ministero del Lavoro, unico ente autorizzato a certificare la disoccupazione.
Come contestare il rigetto
I richiedenti hanno presentato un esposto all’OLAF, alla Procura europea e all’ANAC, denunciando l’uso di procedure automatizzate in violazione dell’articolo 22 del GDPR e l’impossibilità di accedere ai motivi del rigetto. Per chi si trova ancora in attesa, il percorso consigliato è:
- Accedere al servizio “Incentivo decreto Coesione” sul portale INPS con identità digitale;
- Verificare il motivo del rigetto; se riguarda la disoccupazione, controllare la presenza della DID e dello stato di disoccupazione nella banca dati del Ministero del Lavoro;
- Richiedere l’aggiornamento dei dati se mancanti e allegare la documentazione della Naspi o altro titolo;
- Assicurarsi che il DURC sia valido; senza di esso il pagamento non parte.
Il bonus mamme 2026: fino a 720 €
Dal dicembre 2026 le madri lavoratrici potranno richiedere un contributo annuo di 720 euro corrispondente a 60 euro per ogni mese lavorato nel 2026. Il beneficio è riservato a chi ha almeno due figli (il più piccolo sotto i 10 anni) oppure tre figli (il più piccolo minorenne). Il reddito complessivo non deve superare i 40 000 euro.
Le categorie ammesse includono dipendenti pubblici e privati, lavoratrici autonome e partecipanti a casse professionali; le lavoratrici domestiche sono escluse per ora. Chi possiede tre o più figli e ha un contratto a tempo indeterminato può optare per l’esenzione totale dei contributi previdenziali, misura non cumulabile con il bonus.
Procedura di domanda
Le domande sono al momento chiuse; l’INPS comunicherà a breve l’apertura del servizio. Quando sarà possibile presentarle, sarà necessario utilizzare i canali telematici dell’INPS, un patronato o il Contact Center, indicando per ciascun figlio il codice fiscale e la data di nascita, oltre all’IBAN per il pagamento.
Il bonus, di natura nettamente *non imponibile* e *non calcolato* nell’ISEE, verrà erogato in un’unica soluzione a dicembre, insieme allo stipendio o secondo le modalità che l’INPS definirà.
Carta “Dedicata a Te”: 500 € per la spesa alimentare
Dal 4 novembre 2026 le famiglie con ISEE inferiore a 15 000 euro riceveranno sulla loro PostePay un accredito di 500 euro con una seconda tranche di pari importo prevista per aprile 2027, per un totale di 1 000 euro. La carta è valida esclusivamente per l’acquisto di prodotti alimentari di prima necessità; alcol, carburante e altri beni non sono consentiti.
Per evitare la decadenza della carta è obbligatorio effettuare almeno un acquisto entro il 16 dicembre 2026. Inoltre, grazie alle convenzioni con le principali catene della grande distribuzione, i titolari possono usufruire di uno sconto aggiuntivo del 15 % cumulabile con le promozioni in corso.
Chi può ottenere la carta e come avviene l’assegnazione
L’elenco definitivo dei beneficiari è stato prodotto dall’incrocio dei dati INPS e dei Comuni, poi affidato a Poste Italiane per la distribuzione. I nuovi titolari verranno avvisati dal proprio Comune e potranno ritirare la carta; chi già beneficiava continuerà a vedere l’accredito direttamente sulla propria Postepay.
La procedura è automatica: non è richiesta alcuna domanda online. L’INPS incrocia gli ISEE già depositati, esclude chi percepisce altri sostegni, e assegna le risorse in ordine di priorità (famiglie con più componenti e ISEE più basso).
Le risorse destinate al fondo alimentare nel 2026 ammontano a 54,9 milioni di euro finanziate dal Fondo Nazionale Indigenti, garantendo l’accesso a cibo di qualità a chi ne ha più bisogno.



