Sabato 7 novembre 2026, il centro sociale Polis di Via Fermi a Ceparana diventerà il palcoscenico di una festa speciale: l’avvio dell’anno accademico 2026/27 dell’Università del tempo libero di Bolano. L’incontro, previsto per le ore 16:00, segna il traguardo dei trenta anni di storia di un’idea nata nel 1996, quando un gruppo di liberi professionisti e alcuni rappresentanti del Comune decisero di creare uno spazio di apprendimento permanente aperto a tutti.
La missione originale, ancora oggi condivisa, è stata quella di promuovere la cultura in tutte le sue forme, favorire il dialogo intergenerazionale e costruire un luogo di socializzazione oltre i confini dell’istruzione formale. A distanza di tre decenni, l’iniziativa resta fedele al principio che “la conoscenza non ha età”, e la sua evoluzione è testimonianza di un impegno collettivo che ha coinvolto volontari, docenti e autorità locali.
La nascita dell’Università del tempo libero e i suoi principi fondanti
Nel 1996, la cittadinanza di Bolano ha assistito alla costituzione di un progetto culturale senza precedenti: un’università “libera” che non richiedeva titoli di studio, residenza o età per l’iscrizione. La presidente Filomena Vortice ricorda che l’obiettivo primario era creare un punto di riferimento per la comunità, dove la conoscenza potesse circolare liberamente e diventare una risorsa comune. Grazie al lavoro volontario di un comitato tecnico operativo, le lezioni si sono sempre svolte in un clima di solidarietà, con docenti che donavano tempo ed energia senza alcun compenso economico.
Il percorso di crescita: da pochi corsi a 39 temi diversi
Partita con un’offerta limitata, l’Università del tempo libero ha ampliato progressivamente il suo catalogo, arrivando lo scorso anno a 39 argomenti spaziando dalle scienze dell’alimentazione, biologia e astronomia, fino a discipline umanistiche come storia, letteratura e cinema. Tra le materie più richieste troviamo architettura, medicina, psicologia e neuroscienze, dimostrando una versatilità capace di rispondere a curiosità e bisogni diversi. La varietà del programma è pensata per stimolare interessi personali, approfondire conoscenze e aprire nuovi orizzonti a chiunque decida di partecipare.
La lectio magistralis: ponte tra realtà locale e università
Uno degli appuntamenti più attesi è la lectio magistralis, una conferenza di alto livello che, negli ultimi anni, ha ospitato professori universitari di fama nazionale. Il passaggio da docenti interni a relatori esterni è stato possibile grazie al sostegno della Fondazione Matteo Caleo, che ha facilitato l’incontro tra la comunità di Bolano e il mondo accademico. Questo momento di confronto rappresenta un vero e proprio ponte culturale, capace di diffondere nuove conoscenze e favorire il dialogo scientifico su temi attuali.
L’inaugurazione del 2026/27 e le prospettive future
L’attività didattica si svolge tradizionalmente da novembre a maggio, con tre incontri settimanali aperti a tutti. L’iscrizione rimane gratuita e priva di vincoli: non è richiesto alcun titolo di studio, né residere nel comune di Bolano. Questo approccio inclusivo trasforma le lezioni in occasioni di incontro e amicizia, contribuendo alla coesione sociale. Durante la cerimonia di apertura, l’assessora alla cultura Tiziana Scappazzoni ha ringraziato il comitato tecnico e la presidente Vortice per la “cura fondamentale e instancabile” con cui hanno mantenuto viva l’iniziativa.
Il sindaco Paolo Adorni, dal podio, ha sottolineato che la celebrazione dei trent’anni è anche un invito a guardare al futuro con “entusiasmo e rinnovata fiducia”. Ha ribadito che la cultura è un bene comune e che l’apprendimento non si esaurisce mai, invitando i cittadini a continuare a partecipare attivamente. Con un programma così ricco e la continuità di un modello aperto, l’Università del tempo libero di Bolano si conferma come esempio virtuoso di come la cultura possa alimentare crescita personale e solidarietà di quartiere.



