L’eruzione dell’Etna continua a disturbare la vita quotidiana della Sicilia, soprattutto l’aeroporto di Catania-Fontanarossa, chiuso più volte negli ultimi giorni. Nel frattempo, un progetto di aeroporto privato, denominato Etna Sky atteso da chi spera in un volo low-cost siciliano, non ha ancora varcato la soglia di partenza.
L’iniziativa è stata annunciata da Manlio Messina nel dicembre 2025. L’obiettivo era creare una compagnia aerea indipendente, in grado di offrire tariffe competitive e di ridurre l’onere dei voli per i residenti e i turisti. A distanza di quasi un anno, il sogno rimane sospeso a causa di iter societario complesso, di autorizzazioni pendenti da parte dell’ENAC e dell’assenza di un amministratore delegato.
Stato attuale di Etna Sky e ostacoli burocratici
Secondo le ultime dichiarazioni dei vertici del progetto, le pratiche amministrative sono in corso di regolarizzazione. Il principale nodo rimane la concessione del Coa (Certificate of Airworthiness) e l’omologazione da parte dell’ENAC, autorità nazionale per l’aviazione civile. Senza questi titoli, qualsiasi operazione di volo sarebbe illegale. Il manutentore designato non è stato ancora nominato, rendendo impossibile la definizione di una data di esordio.
Il peso dei fallimenti precedenti
Il ricordo di Aerolinee Siciliane soccombuta pochi mesi fa a causa di dispute interne, accuse di “veneni” tra i soci fondatori e una gestione finanziaria caotica, incombe sul nuovo progetto. Gli investitori sono cauti e i potenziali partner temono di replicare errori già documentati. Questa eredità di insuccessi ha alimentato lo scetticismo sia a livello locale che nazionale.
Le richieste politiche di Manlio Messina e la crisi dei voli
Il medesimo Manlio Messina ora deputato del Gruppo Misto ex Fratelli d’Italia, ha sollevato una interrogazione urgente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per costringere l’ENAC a sanzionare le compagnie aeree che, a suo avviso, non forniscono l’assistenza prevista a migliaia di passeggeri. In particolare, Messina denuncia la mancanza di rimborso, l’obbligo di voli alternativi e la carenza di pasti o alloggi per chi rimane bloccato in aeroporto.
Il deputato ha anche criticato aspramente il presidente della Regione, Renato Schifani accusandolo di “inadeguatezza” nella gestione delle emergenze. Messina ha chiesto la dimissione del dirigente regionale, sostenendo che la Sicilia non può più tollerare una risposta considerata “emergenza eccezionale” quando, di fatto, è diventata la norma.
Il blocco dei voli di Catania: cronologia e impatti
Il 26 settembre, l’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania è stato chiuso a partire dal mezzogiorno a causa di una nube di cenere alta quattro chilometri diretta verso sud. La chiusura è durata fino alla sera del 28 settembre, quando il Nucleo di coordinamento operativo ha dichiarato la fine dello stato di allerta e ha riaperto i settori aerei. Tuttavia, il 29 settembre un nuovo avviso VONA (Volcanic Ash Advisory) è tornato al rosso e, per pochi minuti, tutti gli arrivi e le partenze sono stati sospesi finché l’allerta non è scesa di nuovo a arancione.
Durante questi tre giorni, più di 5.300 posti aggiuntivi sono stati messi a disposizione su treni e oltre cento pull-bus per collegare i passeggeri alle destinazioni alternative. Alcuni voli sono stati cancellati, altri dirottati verso gli aeroporti di Palermo, Trapani e Comiso. In totale, sono stati annullati due arrivi da Roma Fiumicino (Ita Airways e Ryanair) e dirottati dodici voli, di cui dieci verso Palermo.
Per i viaggiatori costretti a restare a terra, la normativa europea prevede il rimborso del biglietto o la possibilità di un volo alternativo, oltre a pasti gratuiti e, se necessario, l’alloggio. L’indennizzo pecuniario è escluso perché l’eruzione è considerata una “circostanza eccezionale”. Le compagnie sono tenute a gestire i reclami direttamente con i passeggeri; in caso di mancata risposta, la questione può essere inoltrata all’ENAC.
Prospettive future per Etna Sky e per il traffico aereo siciliano
Il calendario per il decollo di Etna Sky rimane incerto. Gli enti coinvolti hanno assicurato che le pratiche stanno avanzando, ma senza una data precisa, il progetto rischia di perdere slancio e credibilità, soprattutto in un contesto in cui la domanda di voli è già compromessa dalle interruzioni periodiche dell’Etna.
Nel frattempo, le autorità regionali e nazionali stanno valutando misure più strutturali per mitigare l’impatto delle eruzioni sull’aviazione, includendo piani di emergenza più rapidi, sistemi di monitoraggio avanzati e, possibilmente, incentivi per compagnie che operino rotte alternative per garantire continuità al servizio. La sfida resta enorme: bilanciare la sicurezza dei voli con le esigenze economiche di una regione fortemente dipendente dal turismo.



