In un’epoca in cui la prevenzione è diventata fondamentale per il benessere della popolazione, un’iniziativa innovativa sta rivoluzionando il modo in cui pensiamo alla salute. Campagna Amica per la Salute promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, ha portato i mercati contadini in 71 ospedali di tutta Italia, coinvolgendo oltre 100.000 persone e più di 1.000 aziende agricole.
L’obiettivo è semplice ma rivoluzionario: dimostrare che la prevenzione comincia a tavola. Attraverso questa iniziativa, si vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di una corretta alimentazione per prevenire malattie croniche come diabete, patologie cardiache e obesità.
L’importanza della prevenzione attraverso l’alimentazione
Antonio Gasbarrini, direttore scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli e presidente del comitato scientifico della Fondazione Aletheia, ha sottolineato l’importanza cruciale dell’alimentazione, soprattutto nei primi vent’anni di vita. La scienza del microbioma ha dimostrato che la salute non è solo l’assenza di malattia molecolare, ma la resilienza di un ecosistema biologico complesso, plasmato da ciò che mangiamo, dall’ambiente in cui viviamo e dalle esperienze che attraversiamo.
Portare un mercato agricolo in settanta ospedali italiani non è un gesto di comunicazione, ma la dimostrazione che l’integrazione tra ambienti alimentari protettivi e infrastruttura sanitaria è possibile oggi. Questo progetto rappresenta una grande alleanza tra sanità, agricoltura, istituzioni, scuola e ricerca, fondata su una convinzione semplice ma rivoluzionaria: investire nella prevenzione significa investire nel futuro del Paese.
I risultati del report Coldiretti/Censis
Secondo un Instant report Coldiretti/Censis presentato in occasione dell’iniziativa, il 97% degli italiani considera essenziale mangiare in modo sano per prevenire le malattie. Tuttavia, spesso si fa fatica a distinguere un cibo che fa bene da uno che fa male. L’88% dei cittadini vuole conoscere la reale provenienza di un alimento e dei suoi ingredienti.
Il 58% dei genitori riconosce che i figli, appena ne hanno la possibilità, tendono ad abbandonare un’alimentazione equilibrata, mentre la stessa percentuale si dichiara favorevole a limitare il consumo di alimenti ultraformulati. Daniele Piacentini, direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs, ha affermato che diffondere la cultura del cibo sano significa ridurre i rischi per la salute e costruire un modello che mette al centro il benessere delle persone.
L’alleanza tra agricoltura e medicina
L’iniziativa ha coinvolto alcune delle principali eccellenze ospedaliere italiane ed europee, dal Policlinico Universitario Fondazione Agostino Gemelli Irccs e dall’Isola Tiberina – Gemelli Isola di Roma al Niguarda e alla Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dal Gaslini di Genova al Sant’Orsola Malpighi di Bologna, fino al Policlinico di Bari, agli Ospedali Civili di Palermo, all’Ospedale pediatrico Santobono Pausilipon di Napoli, al San Giovanni di Dio di Firenze, all’Ospedale pediatrico Città della Speranza di Padova e all’Ospedale Civile dell’Annunziata di Cosenza.
Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, ha sottolineato che questa iniziativa dimostra come il cibo rappresenti uno dei più efficaci strumenti di prevenzione. Il cibo che fa bene: sano, naturale, tracciato e di qualità, rappresenta l’esatto contrario di quel cibo che ammala, frutto di manipolazioni e inganni, come tutti quei prodotti ultraformulati che danneggiano soprattutto i giovani.
All’interno degli ospedali, come l’Ospedale Santa Chiara di Trento, erano presenti prodotti agricoli freschi, locali, stagionali e tracciati. Un’iniziativa senza precedenti che sancisce una nuova alleanza tra agricoltura e medicina, fondata sulla prevenzione attraverso una corretta alimentazione e sulla valorizzazione della Dieta Mediterranea come primo presidio di salute.
Damiano Berti, direttore dell’Ospedale Santa Chiara, ha affermato che la prevenzione primaria rappresenta una strategia fondamentale di sanità pubblica. Collaborare con Coldiretti in un contesto ospedaliero significa portare il messaggio della prevenzione direttamente dove si cura la salute, promuovendo stili di vita consapevoli basati sulla filiera corta e sul chilometro zero.



