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10 Luglio 2026

Liste d’attesa, furto di fentanyl e Case di Comunità: cosa dicono i numeri

Un quadro d'insieme su tre temi che pesano sulla sanità: lunghissime liste d'attesa e il ricorso al privato, il furto di 80 fiale di fentanyl in un ospedale di Roma e il traguardo raggiunto sulle Case di Comunità. Dati, numeri e dichiarazioni che fotografano fiducia, sicurezza e riforma territoriale

Liste d'attesa, furto di fentanyl e Case di Comunità: cosa dicono i numeri

Negli ultimi mesi tre temi hanno catturato l’attenzione sulle condizioni del Servizio sanitario nazionale: la percezione dei tempi di attesa e le conseguenze sui comportamenti dei pazienti, il furto di una partita di fentanyl da una farmacia ospedaliera a Roma e l’avanzamento delle Case di Comunità sul territorio. Questi elementi, pur distinti, si incrociano nella percezione pubblica della capacità del sistema di garantire cure, sicurezza e prossimità. Il quadro che emerge combina statistiche sul ricorso al privato, indagini ispettive e target raggiunti nelle reti territoriali.

Liste d’attesa, comportamenti dei cittadini e impatto sulla fiducia

Un’indagine recente evidenzia che per quasi il 70% degli italiani i tempi di attesa sono eccessivi; la situazione peggiora nelle regioni del Sud e nelle Isole dove soltanto il 24% esprime un giudizio positivo. Il dato più significativo riguarda i comportamenti: quasi il 60% dichiara di aver rinviato o rinunciato a visite o controlli a causa delle attese, e nel Sud/Isole la quota sale fino a due cittadini su tre. Quando le attese si prolungano, il 54% preferisce pagare una prestazione privata, mentre solo il 21% sceglie di attendere nell’ambito del SSN. Altre reazioni includono il ricorso all’intramoenia (9%), la rinuncia (7%), l’accesso al pronto soccorso per urgenze non differibili (6%) e la mobilità interregionale (3%).

Il tempo medio dichiarato per ottenere una prestazione è di circa 2,3 mesi. Nella distribuzione delle vie d’accesso, il 41% indica di essersi rivolto a strutture private con pagamento, il 32% ha ottenuto la prestazione dal SSN nei tempi previsti e il 27% ha avuto accesso al SSN ma con attese molto lunghe. Solo il 9% riporta l’uso dell’intramoenia. Secondo gli intervistati, la causa più segnalata delle liste d’attesa è la carenza di medici specialisti e personale sanitario (42% come causa, 23% come causa principale), seguita da un’organizzazione inefficiente (26%) e da un mancato adeguamento delle risorse rispetto alla domanda di cura (23%).

Il furto di 80 fiale di fentanyl all’ospedale Israelitico e le verifiche in corso

Il 24 giugno è emerso un episodio grave: la sottrazione di 80 fiale di fentanyl custodite in una cassaforte di una farmacia ospedaliera a Roma. L’episodio, avvenuto senza segni evidenti di effrazione, ha provocato l’immediata attivazione di controlli ispettivi: il ministero ha disposto un’ispezione durata circa sei ore per verificare le procedure di custodia, la gestione delle chiavi e la correttezza dei registri di carico e scarico. Parallelamente è in corso un’inchiesta affidata ai carabinieri del NAS per chiarire la dinamica del furto e possibili responsabilità.

Le autorità hanno sottolineato la necessità di monitorare eventuali ripercussioni sul mercato degli stupefacenti e sugli accessi ai pronto soccorso legati all’abuso di questa sostanza: fino ad oggi non sono stati registrati aumenti significativi di casi riconducibili al fentanyl. Il ministro della Salute ha definito l’accaduto «eclatante» auspicando che resti un episodio isolato, mentre i vertici regionali hanno rilevato una possibile leggerezza nelle procedure che andrà approfondita. L’attenzione è alta anche rispetto al rischio che farmaci oncologici o altri principi attivi costosi possano essere oggetto di sottrazioni simili.

Case di Comunità: numeri, ruolo dei medici di famiglia e piano One Health sul caldo

Sul fronte della sanità territoriale, il censimento regionale ha rilevato 1.156 Case di Comunità superando il target europeo fissato a 1.038. Questo traguardo viene presentato come un passo avanti verso una presa in carico più prossima al paziente, con l’obiettivo di decongestionare i pronto soccorso e seguire meglio i pazienti fragili e cronici. Al centro del progetto vi è l’intento di integrare stabilmente i medici di famiglia nelle nuove strutture: è stato sottolineato come sia essenziale che i cittadini trovino nei servizi territoriali i professionisti che li conoscono meglio dal punto di vista sanitario.

Tuttavia il ministero segnala criticità legate alla carenza di medici di medicina generale (meno di 38.000 attualmente) e alla necessità di rendere la formazione più attrattiva, anche con l’ipotesi di riconoscere il percorso come specializzazione. In ambito ambientale e di prevenzione, è stato inoltre richiamato il ruolo del nuovo approccio One Health nella gestione delle ondate di calore: il 6 luglio il direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della Sanità ha evidenziato l’impegno italiano nella preparazione e nella risposta ai picchi di temperatura, con piani attivati già a maggio e bollettini operativi per ridurre l’impatto sulla salute pubblica.

Nel complesso, i tre episodi illustrano sfide diverse ma complementari: la fiducia dei cittadini rispetto al SSN, la sicurezza nella gestione dei farmaci ospedalieri e la capacità di riorganizzare l’assistenza sul territorio. I numeri e le ispezioni in corso forniscono materiali concreti per valutare interventi mirati e rafforzare procedure, personale e presidi territoriali.

Autore

Luca Bellini

Luca Bellini proviene dalle cucine torinesi: dopo una decisione professionale presa davanti al mercato di Porta Palazzo ha lasciato il lavoro in brigata per il giornalismo gastronomico. In redazione difende ricette tradotte in chiave contemporanea, porta la firma su inchieste su mercati rionali e conserva la collezione di ricettari della nonna.