Le ondate di calore comportano una serie di azioni coordinate tra istituzioni sanitarie, medici esperti e professionisti della cura. In risposta ai rischi per la salute legati all’afa e alle temperature elevate, il Ministero della Salute ha diffuso indicazioni precise per i pronto soccorso delle città interessate dal sistema di allerta, mentre figure autorevoli del mondo medico richiamano l’attenzione sui danni possibili e sulle interazioni farmacologiche. Parallelamente, alcuni rappresentanti dell’arte medica suggeriscono un ripensamento del rapporto con i pazienti, invocando ascolto ed empatia come antidoti alle cure low cost.
Triage dedicati e sorveglianza negli ospedali delle città in allerta
Il Ministero ha raccomandato che i pronto soccorso nelle città inserite nel sistema di allerta garantiscano, tramite un triage dedicato un intervento rapido per i casi di malori da afadisidratazione e colpi di calore con l’obiettivo di evitare ricoveri non necessari e proteggere le fasce più vulnerabili come anziani, bambini e pazienti cronici o socialmente fragili. Tra le indicazioni operative vi è la necessità di identificare almeno un presidio per ciascuna città del sistema di allerta e di integrarli nel Sistema di Sorveglianza Accessi in Pronto Soccorso così da monitorare flussi e intervenire con tempestività.
In prospettiva, è prevista la sperimentazione di un sistema pilota di sorveglianza degli accessi ai servizi territoriali di salute mentale in strutture sentinella, per approfondire i rischi specifici di sottogruppi sensibili. Inoltre, per eventi che prevedono grandi assembramenti, il Ministero raccomanda un coordinamento con le autorità competenti e l’adozione di misure mirate alla protezione dall’esposizione al caldo con particolare attenzione all’idratazione e all’organizzazione degli spazi per prevenire emergenze.
Tra le voci scientifiche più nette sulla questione, il professor Garattini ha evidenziato la particolare vulnerabilità del cervello agli stress termici, sottolineando che esposizioni prolungate al caldo possono causare danni seri e talvolta duraturi. Per questo motivo, ha consigliato di restringere le uscite agli orari più freschi e di privilegiare indumenti protettivi contro il sole. Sul fronte alimentare, la raccomandazione è per una moderazione nel consumo per evitare un aumento del metabolismo che potrebbe innalzare la temperatura corporea.
Un punto cruciale riguarda le terapie in corso: il caldo provoca vasodilatazione e una riduzione fisiologica della pressione arteriosa, con possibili interazioni per chi assume anti-ipertensivi o altri farmaci che influenzano la pressione. Garattini invita a consultare il medico curante per valutare eventuali adattamenti posologici. Infine, ha ricordato che l’alcol non è una soluzione rinfrescante e che la ricerca colloca l’alcol tra le sostanze con effetti dannosi e cancerogeni, indipendentemente dalle tradizioni culturali legate al consumo.
Il richiamo degli odontoiatri: fiducia, empatia e critica al low cost
Nel dibattito sulla salute emerge anche il tema dell’accessibilità e della qualità delle cure odontoiatriche. Un esponente dell’Ordine dei Medici Chirurghi ha presentato il suo nuovo libro e ha ribadito che la gestione dello studio deve puntare sulla organizzazione e sulla relazione con il paziente, non sulla creazione di file in sala d’attesa come simbolo di successo. L’idea al centro è che la fiducia si costruisce con tempo, ascolto e percorsi di cura completi, non con pratiche commerciali che riducono i tempi e i costi a scapito della qualità.
Il fenomeno del turismo dentale è stato richiamato come segnale di una domanda insoddisfatta: decine di migliaia di italiani si rivolgono a strutture estere per motivi economici, rischiando però complicazioni quando gli interventi sono eseguiti frettolosamente. Per affrontare le obiezioni di prezzo, la proposta è di trasformare il preventivo in un momento di relazione, guidando il paziente verso scelte consapevoli e difendendo l’idea che la salute non è una merce ma richiede follow-up, controlli e percorsi personalizzati.
Formazione e comunicazione come leve per la fiducia
Per consolidare questo modello, viene sottolineata l’importanza della formazione continua non solo sul piano clinico, ma anche sulla comunicazione e sull’empatia. Medici e dentisti sono chiamati a diventare figure autorevoli e ascoltanti, capaci di orientare pazienti spesso disorientati dalle informazioni online. Il ritorno a un approccio che considera tempi biologici e relazioni a lungo termine rappresenta, secondo questi professionisti, un passo fondamentale per evitare scelte dettate solo dal prezzo e ridurre i rischi di complicazioni post-intervento.



