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29 Agosto 2026

Conguagli fiscali 730 e trattenute: ecco cosa aspettarsi nella pensione di settembre

Scopri come i conguagli fiscali e le trattenute potrebbero modificare l'importo della tua pensione di settembre 2026

Conguagli fiscali 730 e trattenute: ecco cosa aspettarsi nella pensione di settembre

Il primo settembre 2026 segna l’inizio di un periodo di cambiamenti per molti pensionati italiani. Con l’accredito delle pensioni di settembre, infatti, l’Inps procederà con i conguagli fiscali derivanti dal modello 730/2026. Questi conguagli potrebbero portare a rimborsi o trattenute sull’importo della pensione, a seconda della situazione fiscale di ciascun pensionato.

L’Inps ha già iniziato a lavorare sui modelli 730 trasmessi dall’Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno. I conguagli, sia a credito che a debito, saranno visibili nei cedolini delle pensioni di settembre. Ma non finisce qui: ci sono altre trattenute che potrebbero ridurre ulteriormente l’importo della pensione, come quelle legate alla mancata comunicazione dei redditi del 2026.

Conguagli fiscali: rimborsi e trattenute

I conguagli fiscali riguardano solo i pensionati che hanno indicato l’Inps come sostituto d’imposta nel modello 730/2026. Se dalla dichiarazione emerge un credito non ancora pagato ad agosto, a settembre arriverà il rimborso Irpef. Questo rimborso potrebbe includere spese mediche, tasse universitarie, ristrutturazioni e altre spese detraibili.

Al contrario, se la dichiarazione chiude a debito, l’imposta dovuta verrà trattenuta direttamente sulla pensione. Chi ha scelto la rateizzazione del debito deve sapere che le trattenute si concluderanno comunque entro novembre. Se il conguaglio parte a settembre, le rate saranno più alte e, se i dati della dichiarazione sono arrivati dopo giugno, potrebbe non essere possibile rispettare il numero di rate scelto.

Altre trattenute possibili

Oltre ai conguagli del 730, sul cedolino di settembre potrebbero comparire altre trattenute legate a verifiche reddituali. Ad esempio, l’Inps applicherà una trattenuta del 5% ai titolari di prestazioni collegate al reddito che non hanno comunicato i redditi del 2026. Questa trattenuta è indicata come Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008.

I pensionati interessati hanno tempo fino al 15 settembre 2026 per inviare i dati con una domanda di ricostituzione reddituale. Oltre quella data, la prestazione collegata al reddito verrà revocata in via definitiva, con il recupero delle somme non dovute. Per le pensioni ai superstiti, invece, scatta la riduzione massima prevista dall’articolo 1, comma 41, della legge 335/1995.

Quando arriva la pensione di settembre

L’accredito della pensione di settembre 2026 è fissato con valuta 1° settembre 2026, primo giorno bancabile del mese. Il pagamento in contanti è ammesso solo per importi complessivi fino a 1.000 euro netti. Chi è titolare di più prestazioni riceve tutto con un unico mandato.

Per il ritiro alle Poste, è necessario rispettare il calendario del proprio ufficio postale, recandosi agli sportelli nel giorno che corrisponde all’iniziale del proprio cognome. In linea di massima, il calendario è il seguente:

  • da A a B – martedì 1;
  • da C a D – mercoledì 2;
  • da E a K – giovedì 3;
  • da L a O – venerdì 4;
  • da P a R – sabato 5;
  • da S a Z – lunedì 7.

Per evitare sorprese sulle cifre, il consiglio è di controllare il cedolino online, dal sito Inps o dall’app Inps Mobile confrontando le voci con quelle di agosto.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.