Le vacanze estive tradizionali, caratterizzate da spiagge affollate e temperature elevate, stanno lasciando spazio a una nuova tendenza: la coolocation. Questo neologismo, che unisce le parole inglesi cool (fresco) e vacation (vacanza), rappresenta la scelta di trascorrere le ferie in luoghi dal clima più mite o freddo. Una tendenza che risponde alle sempre più frequenti ondate di calore che interessano l’Europa meridionale.
Le destinazioni tradizionalmente considerate poco adatte ai mesi estivi stanno registrando un crescente interesse. Tra le mete più richieste ci sono NorvegiaSvezia e Finlandia con temperature estive generalmente contenute, paesaggi naturali, fiordi e foreste. Grande attenzione anche per Islanda e Scozia scelte da chi cerca scenari selvaggi e un clima più fresco anche nei mesi di luglio e agosto. In Italia invece, crescono le località di alta montagna e i laghi alpini, sempre più percepiti come rifugi dal caldo delle città.
Il benessere neurochimico delle vacanze
Andare in vacanza non è solo una pausa dalla routine, ma un autentico strumento di benessere. Secondo gli esperti, le vacanze rappresentano un processo biologico attraverso cui il nostro sistema cerebrale riequilibra i neurotrasmettitori. Ridurre il cortisolo (ormone dello stress) e stimolare dopamina e serotonina (ormoni della felicità) è fondamentale per limitare il cosiddetto stress da vacanza una sindrome caratterizzata dall’ansia di non riuscire a dimenticare il lavoro e dal voler riempire di impegni i giorni di riposo.
Una vacanza ben organizzata può rigenerare mente e corpo, permettendoci di tornare a casa non solo riposati, ma anche più consapevoli, positivi e centrati. Lutz Jäncke, neuropsicologo e neuroscienziato cognitivo tedesco, ha esplorato come le nostre esperienze di viaggio siano incorporate nei nostri ricordi e come influenzino le persone. Secondo Jäncke, i bei ricordi di un viaggio possono aiutarci nella vita di tutti i giorni, persino nella psicoterapia per sconfiggere tristezza e depressione.
La sindrome del lunedì in vacanza
Non è raro che, dopo mesi di intenso lavoro, i primi giorni di vacanza siano caratterizzati da stanchezza, mal di testa e sonnolenza. Questo fenomeno, noto come leisure sickness (la malattia del tempo libero), è causato da un repentino calo degli ormoni dello stress, come il cortisolo e l’adrenalina che il corpo ha prodotto costantemente per permetterci di performare. Quando ci fermiamo di colpo, il corpo ci costringe a pagare il conto energetico accumulato.
Per evitare che i primi giorni di vacanza si trasformino in un letargo forzato, è importante gestire la transizione verso il relax in modo graduale. Non dormire 12 ore di fila il primo giorno, muoversi con dolcezza e idratarsi profondamente sono alcuni dei consigli per superare questo periodo di adattamento. Inoltre, integratori alimentari come Iskus di Solo Natura possono sostenere i processi energetici del corpo, aiutandoci a colmare quel vuoto biologico che si crea quando stacchiamo la spina all’improvviso.



