Nel 2025 il panorama ambientale italiano è stato al centro di due importanti indagini: da un lato il dossier Mare Monstrum di Legambiente ha monitorato i reati contro le coste dall’altro il Global Destination Sustainability Index (GDS-Index) 2026 ha valutato le città più virtuose dal punto di vista della sostenibilità. Entrambi i report offrono spunti per capire come l'azione delle istituzioni e delle amministrazioni locali possa incidere sul futuro del territorio.
Il bilancio dei crimini contro il mare nel 2025
Il documento pubblicato da Legambiente raccoglie le attività di contrasto delle forze dell'ordine e delle capitanerie di porto lungo le 15 regioni costiere, per un totale di 61 province. Nel corso dell'anno sono stati accertati 20.490 reati e 36.322 illeciti amministrativi con un calo rispetto al 2024, ma comunque pari a 56.812 violazioni complessive. Ciò corrisponde a una media di 156 illeciti al giorno o più di sei ogni ora. I controlli, quasi 750.828 hanno generato 21.726 denunce, 93 arresti e 191 milioni di euro in multe, con riduzioni rispettivamente del 19,2%, 31,1% e 58,1% rispetto all'anno precedente.
Geografia dei reati: le regioni più colpite
La Campania guida la classifica con 4.002 reati, seguita da Puglia (2.599), Sicilia (2.448), Calabria (1.929) e Liguria (1.581). Quattro di queste regioni – Campania, Puglia, Sicilia e Calabria – sono tradizionalmente legate a fenomeni mafiosi, e concentrazionano il 53,6% di tutti i reati nazionali. Se si normalizzano i dati per chilometro di costa, la Basilicata emerge al primo posto con 23,6 illeciti per km, seguita da Emilia-Romagna, Campania e Liguria.
Tipologie di illegalità
Tra le quattro macro-categorie individuate – inquinamento marino, cemento illegale, pesca di frodo e violazioni del codice di navigazione – l'inquinamento domina con 7.317 reati (35,7% del totale), seguito dal ciclo illegale del cemento con 6.189 casi. Questi dati evidenziano come il ciclo dei rifiuti e il deposito abusivo di materiale da costruzione siano le principali minacce per l'ecosistema costiero.
Le proposte di Legambiente per arginare il degrado
Il rapporto suggerisce una serie di interventi: il rifinanziamento del fondo di rotazione gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti, destinato ai comuni che demoliscano abusi edilizi (circa 100 milioni di euro); il potenziamento del contrasto alle occupazioni abusive del demanio marittimo; e il miglioramento delle reti fognarie e di depurazione, integrando la gestione idrica con quella dei rifiuti per favorire la circolarità dei fanghi e il riuso delle acque trattate. Queste misure mirano a ridurre di 58 % le sanzioni in denaro e a incrementare di quasi il 20 % le denunce penali.
Sostenibilità urbana: la classifica GDS-Index 2026
Il Global Destination Sustainability Index, realizzato dal Global Destination Sustainability Movement, ha valutato 40 destinazioni turistiche su quattro pilastri: gestione e promozione del turismo, sostenibilità della filiera locale, progresso sociale e performance ambientali. Al primo posto troviamo Helsinki (punteggio 93%) e, al secondo, Göteborg (91%). Tra le capitali nordiche spiccano Reykjavík, Copenhagen, e le città canadesi Montréal e la britannica Belfast.
Il caso italiano: Milano nella top 30
Milano è l'unica metropoli italiana inserita nella lista, posizionandosi al 26° posto con un punteggio complessivo dell'81%. I suoi punti di forza includono 84% per il progresso sociale, 83% per la gestione del turismo, 80% di performance ambientali e 76% per la filiera locale. La città sta cercando di coniugare la sua vocazione di hub internazionale con politiche di mobilità sostenibile, ampliamento di aree verdi e incentivi al riuso dei materiali edili.
Le isole virtuose della classifica
Le città scandinave dominano la graduatoria: Copenhagen (90%) con il programma “Tourism for Good”, Aarhus (90%) e Aalborg (88%) in Danimarca, e la svedese Göteborg (91%) con il 95% del trasporto pubblico alimentato da fonti rinnovabili. L'Australia è rappresentata da Sydney (87%), che ha certificato il 100% delle sue camere d'albergo come accessibili con i mezzi pubblici.
Verso un futuro integrato: mare e città
Le due analisi mostrano come la salvaguardia dell'ambiente marino e la sostenibilità urbana siano strettamente interconnesse. Ridurre l'inquinamento costiero non solo tutela biodiversità e pesca, ma migliora anche la qualità della vita nei centri costieri, favorendo un turismo più responsabile. Allo stesso tempo, le città che investono in trasporti puliti, gestione dei rifiuti e partecipazione civica – come Milano – possono fungere da modello per le amministrazioni regionali che lottano contro le attività illecite in mare.
Parallelamente, la classifica GDS-Index 2026 dimostra che l'impegno a livello locale può tradursi in riconoscimenti internazionali, offrendo una road-map per tutte le realtà italiane che vogliono coniugare crescita economica e rispetto ambientale.



