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30 Ottobre 2026

Israele, risultato elettorale incerto e 19 seggi arabi, la chiave per il governo

Le elezioni israeliane rimangono senza vincitore chiaro, ma i 19 seggi arabi aprono nuove prospettive per la coalizione di governo.

Israele, risultato elettorale incerto e 19 seggi arabi, la chiave per il governo

Il voto parlamentare in Israele si è concluso senza che nessuno dei due blocchi principali raggiunga la soglia dei 61 seggi necessari per formare un governo stabile. Con il 77,7% degli aventi diritto che ha partecipato – il più alto tasso dal 1999 – la classifica risulta sorprendentemente equilibrata.

Secondo il conteggio definitivo, la coalizione guidata dal primo ministro Benjamin Netanyahu ha conquistato 53 seggi su 120, mentre l’alleanza dell’opposizione, guidata dal generale Gadi Eisenkot, ne ha totalizzati 48. Entrambi i gruppi si trovano così a più di otto seggi di distanza dalla maggioranza.

Risultati elettorali e bilancio dei seggi

Nel primo turno di scrutinio, quando era stato conteggiato circa il 77% delle schede, la coalizione di destra sembrava in vantaggio con 54 seggi contro i 47 dell’opposizione. Il dato più significativo è stato il risultato dei partiti arabi, che hanno ottenuto 19 seggi, il migliore risultato della loro storia parlamentare. Alla chiusura del conteggio, il Likud ha aggiunto un seggio, portandosi a 27, a scapito di Shas, che ne ha perso uno.

Altri blocchi hanno mantenuto la loro precedente distribuzione: Yashar! (lista di Eisenkot) 21 seggi, Bennett-Lapid 12, Lista Araba Unita 11, Democratici 8, Ra’am 8, Israel Beiteinu 7, Ben Gvir 7, Giudaismo Unito della Torah 7, Shas 6 e Sionismo Religioso di Smotrich 6.

Il ruolo decisivo dei partiti arabi

Con 19 seggi in pugno, i partiti arabi costituiscono la differenza cruciale per qualsiasi formazione di governo. Se l’opposizione riuscisse a stringere un’intesa con loro, la coalizione alternativa raggiungerebbe 67 parlamentari, superando di gran lunga la soglia necessaria. Prima delle elezioni, Eisenkot aveva escluso qualsiasi alleanza con forze arabo-israeliane, ma il risultato elettorale potrebbe indurlo a riconsiderare la posizione.

Un risultato storico per la comunità araba

Il Lista Unita, guidata da Yousef Jabareen, ha definito le accuse di frode elettorale avanzate da Netanyahu come “infondiate” e ha invitato gli esponenti dell’opposizione a collaborare per formare un governo che rispetti il voto arabo. La dichiarazione è stata sostenuta da Sinistra per Israele – Due Popoli, Due Stati, che ha definito la partnership arabo-ebraica “una svolta storica” per la democrazia israeliana.

Indagini e polemiche: Shin Bet, Qatar e accuse di interferenze

Nel contesto di una corsa al potere, il servizio di intelligence interna, Shin Bet, ha avviato un’inchiesta mirata su possibili finanziamenti stranieri volti a influenzare il risultato elettorale. Le autorità hanno ricevuto segnalazioni che suggeriscono un eventuale coinvolgimento del Qatar, ma l’agenzia ha sottolineato che l’indagine è circoscritta e non intende incolpare un’intera comunità.

Il primo ministro Netanyahu ha più volte accusato i partiti arabi di aver “rubato” le elezioni grazie a sostegno finanziario esterno. Il ministro degli Esteri del Qatar, Majed Al Ansari, ha respinto categoricamente tali affermazioni, definendole “ridicole e pericolose”. Parallelamente, il capo dello Shin Bet, David Zini, ha incontrato sia Netanyahu sia Eisenkot per aggiornare i leader sugli avanzamenti delle indagini, garantendo la “massima trasparenza”.

Il presidente Isaac Herzog dovrà, entro il 4 novembre, avviare le consultazioni per designare il candidato più idoneo a ottenere la fiducia della Knesset. Mentre la commissione elettorale conferma l’integrità del voto, le tensioni politiche e le indagini in corso rendono incerta la composizione finale del prossimo governo.

Autore

Massimiliano Cardinale

Massimiliano Cardinale di Catania iniziò condividendo una ricetta di famiglia durante una sagra di paese, attirando una comunità di follower: quel gesto lo spinse in redazione con tono informale. Propone contenuti social e porta appunti con nomi di produttori locali e mosse di cucina.