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25 Settembre 2026

Dal carcere di Matera nasce il progetto Prison Bread con taralli e biscotti

Tre detenuti di Matera, grazie al progetto Prison Bread, impiegano le loro mani in un forno carcerario, creando taralli e biscotti che già salgono sugli scaffali locali.

Dal carcere di Matera nasce il progetto Prison Bread con taralli e biscotti

Il ritmo monotono delle giornate carcerarie è spesso scandito dal ticchettio di un orologio invisibile. A Matera, però, dal luglio scorso, quel ticchettio si è trasformato in *odore di pane appena sfornato*. Un piccolo laboratorio interno, denominato Prison Bread ha aperto le porte del forno a tre detenuti – Antonio, Mario e Luigi – offrendo loro una rara opportunità di formazione professionale e di visione di un futuro al di fuori delle mura.

Dal corso di Arlab al banco del forno con Cosimo Martino

Il percorso formativo è stato curato da Arlab in collaborazione con la cooperativa sociale So Economy che ha messo a disposizione le competenze del maestro panettiere Cosimo Martino titolare dell’omonimo forno cittadino. Sotto la sua guida, i tre interdetti hanno appreso le tecniche di impasto, cottura e decorazione, passando dal semplice impianto di una farina all’arte di creare taralli dal gusto unico. Il tutor Luca Colucci supervisiona il lavoro quotidiano, garantendo che la produzione avvenga dalle 9 alle 13, con rigorosi controlli igienico-sanitari.

Un catalogo di sapori pronto a conquistare il mercato

Il risultato è un assortimento di dodici varietà, tra cui taralli alla curcuma, al curry, al rosmarino, al sesamo, alla paprika affumicata e marzapane fichi e mandorle. Altri prodotti includono paste da latte al cioccolato e biscotti classici. Ogni confezione da 250 grammi è proposta a 4 euro e può essere ordinata esclusivamente via WhatsApp ai numeri 329 586 1687 o 345 939 1659. In futuro, i prodotti saranno inseriti anche nella rete dei supermercati locali e in un negozio online dedicato.

Verso un impiego stabile: tirocinio e contratto post-pena

Il tirocinio con Arlab è previsto fino al 15 ottobre; a partire dal giorno successivo i tre partecipanti firmeranno un contratto a tempo determinato legato al loro fine pena. Per chi avrà ancora tempo di detenzione, l’attività al forno diventerà un piacere quotidiano e, potenzialmente, il trampolino di lancio verso un impiego a lungo termine nella panificazione. Il progetto prevede inoltre una campagna di comunicazione più ampia, che metterà in luce non solo l’artigianato ma anche le potenzialità di economia carceraria basata su collaborazione tra istituzioni, imprese sociali e comunità.

Il marchio “Buona!”: la firma della libertà in cucina

Il nome con cui i prodotti vengono commercializzati è “Buona!” il tipico saluto scambiato tra gli ospiti della casa circondariale. Il logo, promosso da volontarie locali, ha già accompagnato la distribuzione di 12 specialità, tutte confezionate in sacchetti da 250 g. Oltre ai taralli, la linea comprende marzapane fichi e cioccolato e paste classiche. Il cappellano Fra Gianparide Nappi ha ricordato che circa una decina di detenuti hanno partecipato al corso, ma solo tre hanno proseguito nella produzione, dimostrando che la volontà di ricominciare può emergere anche dietro le sbarre.

Incontri di speranza: “Raccontami dentro” al Casa di Spiritualità Sant’Anna

Il 25 settembre, la Casa di Spiritualità Sant’Anna di Matera ha ospitato l’incontro “Raccontami dentro”, un percorso di testimonianze che ha messo in scena la conversione di Zef Karaci, ex detenuto al carcere di Como, e le parole del cardinale Enrico Feroci ex dirigente della Caritas di Roma. Karaci, giunto in Italia da adolescente, ha trovato nella fede cristiana un punto di svolta durante la detenzione, ricordando l’influenza di don Roberto Malgesini. La serata ha sottolineato il ruolo del perdono e della riintegrazione come pilastri per costruire una nuova vita, collegandosi al messaggio centrale del progetto Prison Bread: il lavoro e la formazione possono aprire la porta a un futuro più sereno, anche quando la libertà è ancora lontana.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.