Nel pomeriggio di lunedì 28 settembre l’Ingv ha segnalato una debolissima emissione di cenere dal cratere Nord-Est dell’Etna, generando una nuvola diluita a circa quattro chilometri di altezza. Il VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation) è sceso da rosso a arancione, consentendo la riapertura immediata dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania.
La società di gestione, la Sac, ha confermato il “rientro nello status ordinario” e il “ripristino completo dei servizi”, annullando con effetto immediato tutte le restrizioni precedentemente adottate. Dopo una sospensione dei voli prevista fino alle 23:59, le operazioni sono riprese a partire dalle 10:30, grazie anche al rapido calo della concentrazione di particelle vulcaniche nel percorso aereo.
Evoluzione dell’allerta e impatto sui collegamenti aerei
Il 29 settembre la situazione sembrava nuovamente critica: l’Ingv aveva alzato il VONA al livello rosso a seguito di una rapida espansione della nube di cenere verso sud, impedendo atterraggi e decollo fino alle ore 15. Tuttavia, entro metà mattina le emissioni si sono attenuate, facendo scendere l’allerta a arancione e permettendo la ripresa dei voli. In totale, circa 12 voli in arrivo sono stati cancellati o dirottati – dieci a Palermo, uno a Trapani e uno a Comiso – e 12 partenti hanno subito cancellazioni o deviazioni.
Il porto aereo di Catania è il quinto più trafficato d’Italia; la sua temporanea indisponibilità ha messo a dura prova gli aeroporti di Palermo, Trapani e Comiso, tutti a più di due ore di distanza in auto. La dipendenza da queste strutture alternative non è sostenibile a lungo, soprattutto durante la stagione turistica, come dimostra l’interruzione di una settimana di agosto scorso, quando le ceneri avevano bloccato lo scalo per più di sette giorni.
Reazioni politiche e polemiche sui disagi dei viaggiatori
Il deputato siciliano Manlio Messina ha denunciato una “gestione emergenza voli pessima” e ha chiesto l’intervento dell’ENAC per garantire assistenza adeguata ai passeggeri. Messina ha inoltre esortato il presidente della Regione, Renato Schifani, a dimettersi, definendolo “inadeguato” nella gestione di un problema che colpisce cittadini, turisti e imprese.
Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha commentato sui social la frustrazione dei viaggiatori, evidenziando come le cancellazioni forzino molti a attendere giorni senza sapere se potranno tornare a casa. Le parole di Calenda hanno acceso un dibattito sulla capacità della Sicilia di gestire emergenze vulcaniche in un’epoca dove le infrastrutture dovrebbero garantire continuità e resilienza.
Conseguenze per i passeggeri e suggerimenti pratici
La Sac ha invitato tutti gli utenti a verificare lo stato del proprio volo direttamente con le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto, sottolineando l’importanza di monitorare gli aggiornamenti del VONA. Inoltre, si raccomanda di considerare alternative di viaggio, come il trasporto ferroviario o l’utilizzo di aeroporti secondari, finché la situazione dell’Etna non si stabilizzerà definitivamente.



