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6 Giugno 2026

Governo rinuncia alla riforma: dubbi e critiche sulla gestione delle Case di comunità

La riforma dei medici di famiglia, volta a potenziare le Case di comunità, è stata accantonata dal governo. Scopri le ragioni e le conseguenze di questa decisione.

Governo rinuncia alla riforma: dubbi e critiche sulla gestione delle Case di comunità

La riforma dei medici di famigliaattesa da mesi per potenziare le Case di comunità previste dal Pnrrè stata accantonata dal governo. Nonostante il sostegno delle Regioni, le resistenze interne alla maggioranza hanno portato a un clamoroso dietrofront.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci aveva lavorato intensamente per trovare un accordo con le Regioni, ma le critiche provenienti da Forza ItaliaFratelli d’Italia e la Lega hanno avuto la meglio. Anche la premier Giorgia Meloni avrebbe espresso forti dubbi durante il consiglio dei ministri del 30 maggio.

Le ragioni del dietrofront

La riforma mirava a riempire le oltre mille Case di comunità che dovrebbero aprire a fine giugno, strutture fondamentali per sfoltire gli accessi ai pronto soccorso e offrire servizi di prevenzione e assistenza territoriale. Tuttavia, l’idea di introdurre un canale di assunzione come dipendenti per alcuni medici ha scatenato la reazione della categoria, che preferisce mantenere la convenzione attuale.

Il ministro Schillaci ha cercato di rassicurare, sottolineando l’importanza di una visione moderna per il Servizio sanitario nazionale. “Io sono convinto che troveremo una quadra”, ha dichiarato, “perché la quadra va trovata nell’interesse dei cittadini. Questa è una rivoluzione dalla quale noi non possiamo tirarci indietro.”

Le critiche delle opposizioni

Le opposizioni non hanno tardato a criticare la decisione del governo. Mariolina Castellone del Movimento 5 Stelle ha parlato di “ennesimo fallimento”, mentre Ilenia Malavasi del Pd ha chiesto al ministro Schillaci di riferire in Parlamento sullo stato delle Case di comunità e sui rischi di inadempienza rispetto agli obiettivi del Pnrr.

“Siamo di fronte allo spettacolo imbarazzante di un governo e di una maggioranza allo sbando”, ha dichiarato Malavasi. “Il governo Meloni non è caduto su una proposta dell’opposizione. È imploso su un provvedimento che aveva costruito da solo, in casa propria.”

Il rischio per le Case di comunità

Le Case di comunità sono finanziate con due miliardi di euro provenienti dall’Unione Europea. Se non saranno operative entro la fine di giugno, l’Italia rischia di dover restituire i fondi. La mancanza di personale qualificato è uno dei principali ostacoli, e la rinuncia alla riforma non fa che aggravare la situazione.

Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato di Fratelli d’Italia ha cercato di rassicurare, affermando che le Case di comunità saranno aperte nei tempi previsti. Tuttavia, le opposizioni continuano a sollevare dubbi sulla capacità del governo di gestire la situazione.

La Legada parte sua, ha presentato un disegno di legge alternativo che punta a valorizzare le aggregazioni tra medici e a ridurre la burocrazia. “Crediamo che la salute dei cittadini si tuteli con soluzioni operative e di buonsenso”, ha dichiarato il dipartimento Sanità della Lega.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.