La storia di Antonietta, una donna di Casale Monferrato, è un esempio lampante di come l’innovazione medica possa cambiare radicalmente la qualità della vita delle persone. Per cinque anni, la sua esistenza era stata limitata da una lesione da pressione al tallone, causata dal diabete, che non voleva guarire. Oggi, grazie a una terapia rivoluzionaria, Antonietta è tornata a vivere pienamente.
La scoperta che ha cambiato tutto
La svolta è arrivata grazie all’incontro con Francesca Pasquali, vulnologa dell’ASL AL, e all’uso di una medicazione multimodale che genera ossido nitrico (NO). Questa molecola naturale agisce come un vero e proprio interruttore biologico, interagendo attivamente con la lesione invece di limitarsi a coprirla.
I benefici dell’ossido nitrico
L’ossido nitrico ha proprietà battericide naturali, capaci di combattere anche i batteri resistenti senza danneggiare i tessuti sani. Inoltre, favorisce l’afflusso di sangue, portando ossigeno e nutrienti alla ferita, e invia segnali ai fibroblasti per stimolare la guarigione. Gestisce anche i liquidi in eccesso e modula l’infiammazione cronica, sbloccando processi di guarigione che il corpo non riesce a completare da solo.
Risultati straordinari
La dottoressa Pasquali ha trattato con successo 12 casi, applicando questa tecnologia su pazienti adulti con lesioni fino a 5×5 centimetri. I risultati sono stati straordinari, con guarigioni complete entro le 12 settimane. Questo approccio innovativo è particolarmente efficace nel trattamento del piede diabetico, una condizione che colpisce molte persone in Italia.
Un riconoscimento internazionale
L’eccellenza del lavoro svolto ad Alessandria ha varcato i confini nazionali. La ricerca di Francesca Pasquali è stata selezionata per l’EWMA (European Wound Management Association), uno dei congressi medici più prestigiosi al mondo. Dal 6 all’8 maggio, la dottoressa presenterà i suoi risultati in Germania, nella categoria Infection.
L’impatto umano della terapia
“L’approccio innovativo con l’ossido nitrico rappresenta un’arma fondamentale per contrastare l’abuso di antibiotici”, spiega Francesca Pasquali. “In Italia registriamo circa 1.000 decessi al mese legati all’antibiotico-resistenza; questa tecnologia ci permette di curare in modo mirato e sicuro. Ma il beneficio più grande resta quello umano: vedere un paziente e il suo caregiver ritrovare la libertà ci riempie di gioia.”
Il successo di Antonietta non è solo un traguardo clinico, ma il simbolo di una sanità che mette la persona al centro. “Dietro ogni dato clinico e ogni innovazione tecnologica c’è una storia familiare che riprende il suo corso”, afferma Francesco Marchitelli, Direttore Generale dell’ASL AL. “Curare una ferita significa restituire a una nonna la possibilità di abbracciare i propri nipoti senza dolore. È questa l’umanizzazione della cura che perseguiamo.”
Oggi Antonietta si prepara a festeggiare il suo compleanno il 30 maggio, con un regalo speciale: la libertà di camminare, pensare ai suoi nipoti e abitare di nuovo la sua cucina, con la forza e il sorriso di chi ha vinto una battaglia durata cinque anni.
“La storia di Antonietta è la dimostrazione concreta di come innovazione e umanità possano andare di pari passo nella sanità pubblica”, dichiara Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte. “Dietro a questo risultato ci sono competenze professionali di alto livello, ma anche la capacità di prendersi cura della persona nella sua interezza, restituendo qualità di vita e autonomia.”
