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26 Agosto 2026

Avvelenamento con ricina: aggiornamenti sull’inchiesta e indagati

L'inchiesta sull'avvelenamento con ricina di Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara a Pietracatella sta prendendo una nuova direzione con tre sospettati e indizi cruciali.

Avvelenamento con ricina: aggiornamenti sull'inchiesta e indagati

A Pietracatella, gli inquirenti hanno ristretto l’indagine sull’avvelenamento con ricina di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita a tre sospettati, due donne e un uomo, con nuove audizioni e accertamenti tecnici avviati in Italia e in Germania. Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026.

Il caso è rilevante perché le autopsie hanno confermato un’intossicazione acuta da ricina e gli sviluppi investigativi stanno ridisegnando tempi, modalità e possibili responsabilità. Le verifiche includono chat, spostamenti post funebri e l’origine della sostanza, con un lavoro congiunto tra laboratori specializzati e la Procura di Larino.

Tre sospettati e nuove audizioni in Questura

Gli investigatori hanno focalizzato l’attenzione su tre sospettati tutti vicini alle vittime, ribadendo che saranno le prove scientifiche a definire eventuali responsabilità. Nelle ultime giornate sono proseguite le audizioni in Questura di Campobasso tra cui quella di un amico di Salvatore Di Vita marito di Antonella e padre di Sara, presentatosi spontaneamente con elementi ritenuti utili.

Il focus ha incluso i rapporti familiari e i contatti di Antonella nei mesi precedenti, con l’esame di messaggi in cui la donna chiedeva indicazioni per un avvocato matrimonialista. L’amica destinataria è indagata a piede libero per favoreggiamento. Il numero delle persone sotto osservazione si è progressivamente ridotto rispetto alle prime settimane, restringendo il perimetro investigativo.

Analisi scientifiche tra Berlino e Pavia

Le attività scientifiche hanno coinvolto il Robert Koch Institute di Berlino dove sono giunti i campioni di sangue dei due superstiti della famiglia, Salvatore e Alice Di Vita insieme a circa settanta alimenti sequestrati nell’abitazione. Le operazioni sono documentate su disposizione della Procura di Larino e coordinate con il Centro Antiveleni di Pavia.

Gli approfondimenti mirano a individuare la via di somministrazione della ricina e l’eventuale matrice alimentare coinvolta. La ricina, proteina altamente tossica contenuta nei semi di ricino, perde efficacia con il calore elevato: gli investigatori valutano quindi ipotesi compatibili con un’assunzione senza cottura. È stato considerato che pochi semi crudi possano risultare letali, orientando i test su preparazioni non sottoposte a ebollizione.

Mappatura delle piante di ricino e origine della sostanza

Le indagini hanno superato l’ipotesi di un acquisto sul dark web privilegiando la pista di un ricavo domestico dai semi della pianta di ricino. Gli investigatori stanno valutando un censimento con geolocalizzazione delle piante tra Pietracatella, le campagne limitrofe e le sponde del lago di Occhito dove la specie cresce spontaneamente.

L’obiettivo è incrociare le celle telefoniche e gli spostamenti dei soggetti sotto osservazione con la distribuzione delle piante, ricostruendo una possibile filiera del veleno. Questa attività, unita agli esiti di laboratorio su alimenti e campioni biologici, potrà definire la provenienza della sostanza e verificare eventuali contatti con aree di raccolta o essiccazione dei semi.

Viaggio all’estero e festa dopo i funerali

Resta sotto esame un viaggio all’estero effettuato da persone vicine alla famiglia nei giorni successivi ai funerali. Gli inquirenti stanno ricostruendo tempi, tratte e motivazioni per verificare eventuali connessioni con la fase pre o post evento, senza che al momento emergano elementi di prova definitivi.

È stata verificata anche una festa a Campobasso organizzata da una persona molto legata alle vittime, sempre a ridosso delle esequie. Queste circostanze vengono valutate insieme ad altri riscontri documentali e testimonianze per delineare un quadro coerente. Le indagini proseguono con l’analisi delle chat, dei tabulati e degli accessi ai luoghi mappati, mentre si attendono gli esiti completi dei test eseguiti a Berlino.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.