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8 Luglio 2026

ER Salute e CIE: perché l’accesso non è ancora possibile per tutti

L'app ER Salute permette l'accesso ai servizi sanitari regionali, ma non consente l'autenticazione con la Carta d'Identità Elettronica. Priamo Bocchi chiede alla Regione di colmare questa lacuna.

ER Salute e CIE: perché l'accesso non è ancora possibile per tutti

L’app ER Salute è diventata uno strumento fondamentale per i cittadini dell’Emilia-Romagna che desiderano accedere ai servizi sanitari regionali in modo rapido e conveniente. Tuttavia, un aspetto critico emerge: l’assenza della possibilità di autenticarsi tramite Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Priamo Bocchi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia ha sollevato la questione con un’interrogazione alla Giunta regionale, chiedendo chiarimenti su questa disparità rispetto al portale web del Fascicolo Sanitario Elettronico dove la CIE è già utilizzabile.

La disparità tra portale web e app

Attualmente, l’app ER Salute consente l’accesso solo tramite SPID o sistemi di autenticazione biometrica collegati ai dispositivi mobili. Questa limitazione, secondo Bocchi, crea una disomogeneità nell’accesso ai servizi regionali e limita l’utilizzo della CIE anche da dispositivi mobili.

“La disponibilità della CIE quale modalità di autenticazione anche sull’app – spiega il consigliere – consentirebbe di offrire ai cittadini un’alternativa gratuita allo SPID, particolarmente rilevante qualora alcuni gestori confermassero l’introduzione di costi per il mantenimento delle credenziali.”

Le implicazioni per i cittadini

L’estensione dell’accesso tramite CIE all’app ER Salute avrebbe un impatto significativo sulla user experience dei cittadini. Molti utenti preferiscono utilizzare la CIE per la sua semplicità e perché è già in loro possesso, senza dover gestire ulteriori credenziali digitali.

Inoltre, l’introduzione di costi per il mantenimento delle credenziali SPID da parte di alcuni gestori potrebbe rendere la CIE un’opzione ancora più attraente. Bocchi chiede alla Giunta regionale di confermare se l’app ER Salute non consente attualmente l’accesso mediante CIE e se la Regione ritenga opportuno estendere questa possibilità.

Le liste di attesa nel Lazio: un’emergenza sanitaria

Mentre in Emilia-Romagna si discute di accesso ai servizi sanitari digitali, nel Lazio la situazione è critica per quanto riguarda le liste di attesa. Secondo il rapporto “Salute e servizi nel Lazio 2026” di Cittadinanzattiva, le liste di attesa restano la principale emergenza sanitaria nella regione.

Le segnalazioni di disservizi in tema sanitario sono state 5.601, con un’impattante concentrazione sulle difficoltà di accesso a servizi di diagnostica e visite specialistiche. Le province di Roma e Rieti sono le più colpite, con rispettivamente 3.816 e 1.031 segnalazioni totali nel settore salute.

I problemi con i medici di medicina generale

Un’altra area critica è quella dei medici di medicina generale. Il rapporto evidenzia che il medico di base dovrebbe essere il primo punto di riferimento per i cittadini, ma le difficoltà nell’accesso ai servizi sono allarmanti. Nella sola provincia di Roma, sono state registrate 1.228 segnalazioni, di cui ben 1.213 provenienti dal territorio della Asl Roma 2.

“Questo indica una criticità sistemica o un evento specifico che ha generato un volume anomalo di reclami in questa zona” sottolinea Cittadinanzattiva. Le segnalazioni sono classificate quasi interamente sotto la materia “Problemi con medici di medicina generale”, confermando che il disagio espresso dai cittadini è direttamente legato alla gestione o alla disponibilità dei medici di base sul territorio.

Il nuovo sistema di prenotazione

Cittadinanzattiva ha affiancato al rapporto un sondaggio relativo al nuovo sistema di prenotazione per visite ed esami entrato in vigore dal primo febbraio 2026. Il sondaggio ha coinvolto 750 cittadini e i risultati evidenziano che c’è ancora un ampio margine di miglioramento.

Il 76,2% degli intervistati ha incontrato difficoltà nel prenotare e quasi due terzi non sono riusciti a ottenere la prestazione entro i tempi massimi di legge. Il 65,9% boccia il nuovo sistema con i due voti più bassi. Più di un cittadino su cinque è stato costretto a pagare di tasca propria in una struttura privata.

Autore

Luca Bellini

Luca Bellini proviene dalle cucine torinesi: dopo una decisione professionale presa davanti al mercato di Porta Palazzo ha lasciato il lavoro in brigata per il giornalismo gastronomico. In redazione difende ricette tradotte in chiave contemporanea, porta la firma su inchieste su mercati rionali e conserva la collezione di ricettari della nonna.